Telecamere nascoste nei bagni delle donne di un’università di Berlino
Mercoledì scorso, in tre edifici del campus universitario di Lichtenberg dell’Hochschule für Wirtschaft und Recht (Facoltà di Economia e Giurisprudenza) di Berlino, sono state rinvenute telecamere nascoste, installate nei bagni delle donne. Il ritrovamento ha innescato un’indagine dell’Ufficio criminale regionale e spinto la direzione dell’ateneo a intervenire, con una comunicazione a tutto il corpo studentesco e al personale.
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Telecamere attaccate ai cestini dei rifiuti dei bagni delle donne
Le telecamere erano collocate nei bagni delle donne negli edifici 1 (scale 1 e 2), 6A e 6B, fissate con bande in velcro applicate ai cestini dei rifiuti. In altri bagni dello stesso campus sono stati rinvenuti solo i supporti in velcro, privi dei dispositivi.
L’università ha trasmesso le informazioni agli studenti tramite posta elettronica il giorno seguente. La notizia è stata riportata da diverse testate locali, fra le quali il Tagesspiegel nel cui articolo si suggeriva l’ipotesi che si trattasse di apparecchi di largo consumo e basso costo, che archiviano le registrazioni in locale, senza trasmettere alcun flusso video online.
Le indagini
La denuncia è stata sporta già nella giornata di mercoledì: l’Ufficio regionale di polizia criminale ha aperto un fascicolo contro ignoti per sospetta violazione della sfera privata. Il caso è stato assegnato all’LKA 14, la sezione competente per i reati sessuali. Gli esperti della scientifica stanno analizzando i dispositivi sequestrati.
Tra gli spazi interessati dal ritrovamento figurano anche aree in cui vengono formati i futuri funzionari della polizia destinati ai ruoli di alto livello. Benjamin Jendro, portavoce del sindacato di polizia, ha espresso disappunto per l’accaduto e ha dichiarato che i luoghi di formazione delle nuove leve devono garantire condizioni di sicurezza. Ha definito l’episodio un attacco ai diritti personali delle studentesse e ha auspicato che le indagini facciano piena luce sul caso.
La risposta dell’università
La rettrice Andrea Syring ha inviato nella stessa serata una comunicazione a studenti e collaboratori. Nella lettera ha riconosciuto il clima di incertezza generato dall’episodio e ha invitato la comunità accademica a tornare al campus, poiché, ha dichiarato affrontare collettivamente situazioni di questo tipo risulta più efficace che isolarsi.
La direzione dell’HWR ha dichiarato di non essere ancora in grado di stabilire se e in che misura siano state effettivamente acquisite immagini e tantomeno chi debba essere informato di eventuali violazioni della sua privacy. L’ateneo ha inoltre attivato un servizio di supporto psicologico.
Inoltre, il gestore immobiliare statale BIM, che affitta i locali all’HWR, ha avviato un’ispezione sistematica di tutti i servizi igienici del campus, con l’obiettivo di escludere la presenza di ulteriori dispositivi di registrazione. Controlli analoghi sono stati disposti anche nel campus di Schöneberg. L’università ha inoltre organizzato verifiche periodiche e rafforzate di tutte le toilette, con il coinvolgimento del personale di sicurezza, degli addetti alle pulizie e del servizio di portineria. Studenti e dipendenti sono stati invitati a prestare attenzione a elementi insoliti nelle aree igieniche e a segnalare, senza rimuoverli personalmente né toccarli, oggetti estranei sui cestini dei rifiuti o sulle pareti.




