Perché in Germania si festeggia la “Giornata della Vittoria” insieme a quella della Liberazione?
Il 9 maggio del 1945, nelle prime ore dopo la mezzanotte, il feldmaresciallo Wilhelm Keitel firmò a Berlino-Karlshorst la resa incondizionata della Wehrmacht. L’ultima firma fu apposta alle 00:16 ora locale, corrispondente all’1:16 ora di Mosca. Questo dettaglio temporale, che può sembrarci insignificante, avrebbe determinato, per decenni, una divisione simbolica tra Occidente e mondo sovietico nel ricordare la fine della Seconda guerra mondiale e di celebrare quella che oggi si conosce come la “Giornata della Vittoria”. In Germania e tra gli Alleati occidentali, il giorno della resa coincide con l’8 maggio: la data in cui il generale Alfred Jodl aveva già firmato la capitolazione a Reims, su pressione alleata. Stalin, tuttavia, pretese una nuova cerimonia a Berlino. Il governo di Mosca annunciò la vittoria la mattina del 9 maggio, dopo la cerimonia di Karlshorst. Da quel momento, i due blocchi avrebbero commemorato lo stesso evento in due date diverse. La Giornata della Vittoria Con un decreto dell’8 maggio 1945, il 9 maggio venne dichiarato giorno festivo in Unione Sovietica.
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La prima parata si tenne sulla Piazza Rossa il 24 giugno 1945. Eppure, già il 23 dicembre 1947, Stalin retrocesse il 9 maggio a giornata lavorativa ordinaria: nell’ordine delle priorità ideologiche del regime, il 1° maggio e il 7 novembre, anniversario della Rivoluzione d’Ottobre, godevano di ben altro rilievo. Per quasi vent’anni, la ricorrenza rimase una commemorazione silenziosa. Fu solo nel 1965 che Leonid Brežnev ripristinò le grandi parate, trasformando la Giornata della Vittoria in festa nazionale a tutti gli effetti.

Foto: Bundesarchiv, Bild 183-37968-0010 / Sturm-Krueger / CC-BY-SA 3.0, CC BY-SA 3.0 DE, via Wikimedia Commons
Questo cambiamento rifletteva anche una fase di cambiamento di senso all’interno dell’URSS: la seconda guerra mondiale, che veniva conosciuta come la Grande Guerra Patriottica prese il posto della Rivoluzione d’Ottobre come narrazione identitaria dell’Unione Sovietica, e in tutto il paese si moltiplicarono monumenti, musei e rituali commemorativi.
Perché si celebra la Giornata della Vittoria in Germania?
Nell’orbita sovietica, la ricorrenza fu celebrata in maniera diffusa. Nella DDR, il 9 maggio venne dichiarato festivo una sola volta, nel 1975, in occasione del 30° anniversario della fine del conflitto, per poi tornare giornata lavorativa. La commemorazione ordinaria della DDR coincideva con l’8 maggio, denominato “Giornata della Liberazione del popolo tedesco dal fascismo hitleriano”.
Anche in questo caso i festeggiamenti mettevano in primo piano il contributo dell’Armata Rossa, a scapito del ruolo degli Alleati occidentali. Nel 1985, per il 40° anniversario, l’8 maggio fu nuovamente proclamato festivo. A Berlino, il 9 maggio continua ad essere commemorato principalmente dalle comunità russofone e dai rappresentanti diplomatici. I luoghi centrali sono il Memoriale Sovietico nel Treptower Park, quello nel Tiergarten e il Museo Berlin-Karlshorst, che sorge nell’edificio dove avvenne la firma della resa.
A partire dal 2008, la VVN-BdA berlinese ha organizzato feste popolari nelle vicinanze del Memoriale di Treptow in collaborazione con gruppi antifascisti, con cerimonie di deposizione di corone, programmi culturali e concerti. Nel 2010 giunsero visitatori dalla Russia, e le riprese furono trasmesse in diretta televisiva via satellite; un evento che, tuttavia, trovò scarso spazio nei media tedeschi. Negli ultimi anni, dopo l’inizio della guerra di invasione russa in Ucraina, la cerimonia ha assunto tinte controverse, a causa della presenza di nazionalisti russi e dell’utilizzo di slogan e simboli considerati offensivi per le vittime di questo conflitto.




