EU accetta l’accordo con gli USA sui dazi, rispettando la scadenza di Trump
Nella notte tra il 19 e il 20 maggio, l’Unione Europea ha trovato un’intesa sull’attuazione dell’accordo commerciale con gli USA, dopo settimane di trattative interne sotto la pressione delle minacce di Donald Trump.
L’accordo consente infatti all’UE di evitare, almeno per ora, nuovi aumenti tariffari annunciati dalla Casa Bianca, che aveva fissato al 4 luglio il termine ultimo per l’approvazione dell’intesa.
Cosa prevede l’accordo sui dazi tra UE e USA
Il punto centrale dell’intesa, che ha coinvolto sia i rappresentanti dei governi degli Stati membri sia il Parlamento europeo, riguarda l’eliminazione dei dazi europei sui prodotti industriali statunitensi. Tra i prodotti coinvolti figurano automobili e macchinari americani, destinati quindi a entrare nel mercato europeo senza le attuali barriere tariffarie.
Parallelamente, l’accordo amplia anche l’accesso al mercato dell’Unione per prodotti ittici e agricoli provenienti dagli Stati Uniti.
Il meccanismo di sicurezza inserito dall’Unione europea
Accanto alle concessioni commerciali, Bruxelles tuttavia ha inserito un sistema di protezione che consente di sospendere nuovamente i vantaggi concessi agli Stati Uniti nel caso in cui Washington non rispettasse gli impegni previsti dall’accordo. Inoltre verranno sospese le concessioni agli USA relative ai prodotti derivati da acciaio e alluminio se, entro il 31 dicembre 2026, Trump non riporterà al di sotto del 15% l’aliquota tariffaria su questi prodotti (attualmente i dazi americani sono del 50%, secondo Il Sole 24ore). C’è poi una clausola di scadenza (sunset clause), che stabilisce che l’accordo sarà valido solo fino al 31 dicembre 2029, salvo rinnovo legislativo.
Queste clausole di sicurezza si devono soprattutto agli eurodeputati più critici verso Washington, intenzionati a evitare una guerra commerciale, ma senza accettare, mani e piedi legati, tutti i diktat dell’amministrazione statunitense.

La pressione di Trump e il rischio di nuovi dazi sulle auto
Nelle settimane precedenti all’accordo, Donald Trump aveva minacciato apertamente l’Europa annunciando possibili nuove misure punitive in caso di mancata approvazione dell’accordo entro il 4 luglio.
La minaccia più concreta riguardava il settore automobilistico: i dazi sulle auto europee esportate negli Stati Uniti sarebbero infatti potuti salire dal 15% al 25%. Una misura, questa, che avrebbe avuto un impatto pesantissimo sull’Europa e in particolare sull’industria automobilistica tedesca, che già attraversa una fase di crisi.
I prossimi passaggi tra Parlamento europeo e Stati membri
Dopo l’accordo politico raggiunto poche ore dopo la mezzanotte, il testo dovrà ora affrontare la fase conclusiva dell’iter europeo.
Il Parlamento europeo potrebbe esprimersi definitivamente già a metà giugno. Se il voto dovesse arrivare nei tempi previsti, l’UE riuscirebbe formalmente a completare l’attuazione dell’accordo prima della data indicata dagli Stati Uniti.
Al di là delle valutazioni tecniche, la scelta politica di Bruxelles è chiara: evitare una guerra commerciale spostando la linea del compromesso più avanti di quanto ci si sarebbe aspettati anche solo fino a pochi mesi fa.




