Germania: il sindacato annuncia proteste contro la riforma della sanità

Per le prossime settimane, il sindacato dei servizi Ver.di ha annunciato una mobilitazione di protesta contro la riforma della sanità alla quale il governo tedesco sta lavorando. Ad anticipare le azioni sindacali a venire è stato il leader del sindacato Frank Werneke, in una dichiarazione rilasciata al Redaktionsnetzwerk Deutschland, esprimendo un giudizio fortemente negativo sul testo presentato dalla ministra della Salute Nina Warken (CDU).
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Cosa prevede la riforma della sanità
La controversa riforma ha lo scopo di colmare il disavanzo, stimato nell’ordine dei miliardi di euro, che grava sulle assicurazioni sanitarie pubbliche. Le proposte alle quali la ministra Warken sta lavorando comprendono un aumento dei ticket sui farmaci, una riduzione dell’indennità di malattia e un innalzamento del massimale contributivo. Quest’ultima misura prevede che nel 2027 il tetto salga di 300 euro al di là del normale adeguamento annuale. I lavoratori con redditi più elevati sarebbero quindi tenuti a versare i contributi sanitari su una quota più ampia del proprio reddito da lavoro. Nel complesso, quindi, si prevedono tanto aumenti dei contributi quanto riduzioni dei servizi e della copertura: non sorprende che la riforma stia incontrando non poche resistenze.
Il supplemento aggiuntivo legato a questo innalzamento genererebbe, secondo le stime, 1,2 miliardi di euro supplementari sia a carico dei datori di lavoro che dei dipendenti, che si dividono pariteticamente i contributi. L’orizzonte temporale complessivo della riforma arriva al 2030, con un deficit totale da colmare pari a 40 miliardi di euro. Circa il 75% di tale cifra verrebbe coperta attraverso misure di contenimento della spesa tramite riduzione della copertura.
La ministra ha respinto le accuse di parzialità rivolte al suo piano. In una dichiarazione pubblicata sul Rheinische Post, ha sottolineato come l’innalzamento del massimale rappresenti “certamente un onere aggiuntivo per i redditi più elevati”, ma ha precisato che tale onere resterà invariato almeno fino al 2030. La tesi centrale della CDU è che rinunciare alla riforma costerebbe di più: senza interventi, entro quella stessa data il peso contributivo per i redditi sopra la soglia sarebbe più che raddoppiato.
Le critiche di Ver.di alla riforma della sanità: penalizza sia gli ospedali che gli assicurati
Per Werneke, la distribuzione dei sacrifici previsti dal pacchetto è squilibrata. I medici liberi professionisti e l’industria farmaceutica ne uscirebbero “relativamente indenni”, mentre il carico ricadrebbe su ospedali pubblici e assicurati. Le strutture ospedaliere che già operano in condizioni precarie subirebbero un calo significativo delle entrate, con conseguenze che il leader di Ver.di ha definito, nel caso peggiore, irreversibili per molte di esse.

Foto: Wolf1949H, CC0, via Wikimedia Commons
Ver.di ha annunciato azioni di protesta concrete nelle prossime settimane, configurando una mobilitazione che va oltre la semplice dichiarazione di dissenso.
La riforma non piace nemmeno a (tutta) la maggioranza di governo
All’interno stesso della maggioranza di governo le riserve non mancano. Il capogruppo parlamentare della CSU al Bundestag Reinhard Brandl ha segnalato che la misura relativa all’innalzamento del massimale contributivo sarà esaminata con attenzione, in quanto il partito bavarese non intende “gravare ulteriormente su lavoratori e datori di lavoro”.
Il leader della CSU Markus Söder ha sollevato un ulteriore punto critico, in una dichiarazione rilasciata all’Augsburger Allgemeine: il finanziamento delle spese sanitarie dei beneficiari del reddito di cittadinanza attraverso i contributi dei lavoratori. Warken condivide la perplessità di Söder su questo nodo, ma il ministro delle Finanze Lars Klingbeil (SPD) si oppone a trasferire l’onere dal fondo delle casse malattia al bilancio federale.
Il cancelliere Friedrich Merz (CDU) punta ad approvare la riforma in Consiglio dei ministri già ad aprile, con l’obiettivo di ottenere il via libera del Bundestag prima della pausa estiva. Ramona Pop, membro del consiglio direttivo dell’Associazione federale dei centri dei consumatori, ha espresso preoccupazione sulla Neue Osnabrücker Zeitung: per un intervento di questa portata sarebbero necessari una consultazione adeguata degli esperti e un dibattito approfondito, mentre il disegno di legge rischia di essere presentato in meno di due settimane.
Di parere opposto è il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt (CSU), secondo cui Warken ha scelto gli strumenti giusti per stabilizzare il sistema sanitario e sarebbe opportuno procedere senza indugi. La sua lettura delle riforme sanitarie precedenti è critica: hanno richiesto troppo tempo e spesso si sono dissolte lungo il percorso legislativo.




