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Il CSD di Dresda non è più considerato un raduno e dovrà sostenere tutti i costi

Il Christopher Street Day a Dresda non può più essere complessivamente considerato un raduno: lo hanno stabilito le autorità del Land Sassonia, precisando che solo la parata dell’ultimo giorno rientrerà nella definizione di raduno, mentre la festa di strada di più giorni con bancarelle, stand gastronomici e spettacoli sarà giuridicamente classificata come evento.

La distinzione ha ripercussioni concrete abbastanza rilevanti: il fatto che la festa sia classificata come evento e non più come raduno, infatti, significa che gli organizzatori, nello specifico l’associazione “CSD Dresden”, dovranno sostenere integralmente i costi di sicurezza, infrastrutture e pulizia. “CSD Dresden” ha già ha già fatto sapere di voler contestare legalmente il provvedimento.

CSD di Dresda: perché non è più classificata come un raduno?

Secondo le autorità del Land, classificare l’intero CSD come raduno sarebbe in contrasto con la normativa vigente e con il principio di equità che impone che tutti gli eventi in Sassonia debbano essere trattati allo stesso modo.

Per questo manterrà lo status di raduno solo la parata, incentrata sulle manifestazioni politiche e non strettamente sull’intrattenimento.

Perplesso il sindaco Hilbert, critiche da liberali, Verdi, SPD e Linke

La decisione ha suscitato le critiche del sindaco Dirk Hilbert (FDP), che ha espresso perplessità, sostenendo di non spiegarsi come si sia creato un complesso apparato burocratico in contrasto con le politiche di snellimento della burocrazia proprio in questo caso.

Valentin Lippmann, dei Verdi, ha invece definito la negazione dello status di raduno una grave manifestazione di ignoranza rispetto al significato politico dell’intero CSD, che rappresenta di per sé la lotta delle persone queer.

Dana Frohwieser, dell’SPD, ha parlato di un “attacco politico alla libertà di riunione” e “un colpo mortale alle fondamenta della nostra democrazia”, mentre i deputati della Sinistra ricordano che, lo scorso anno, si sono verificati numerosi episodi di ostilità durante il Pride, inclusi casi di aggressione fisica.

Sophie Koch: I CSD sono manifestazioni politiche

Sophie Koch, responsabile federale per le questioni queer, ha evidenziato che i CSD sono “manifestazioni altamente politiche”, finalizzate a proteggere dalla discriminazione e dalla violenza.

Secondo Koch, spetta alla comunità decidere come rendersi visibile e ha aggiunto che, se per ottenere tutela, fossero le autorità a stabilire a monte le forme della mobilitazione, sarebbe “più che problematico”.

Tutto questo non si colloca infine in un quadro politico neutro. In Sassonia, infatti, forze tradizionali come l’Unione Cristiano-Democratica (CDU) competono con una destra estremamente forte. Parliamo di una roccaforte di Alternativa per la Germania (AfD), secondo partito con circa il 30 %

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