“Povertà e salute”: a Berlino un congresso per ribadire che la salute non deve essere un privilegio

Il congresso “Povertà e salute”, previsto a Berlino il 16 e 17 marzo, ha richiamato finora circa 1.400 partecipanti tra accademici, professionisti, rappresentanti politici e membri della società civile.
L’iniziativa, organizzata dall’Istituto federale per la salute pubblica, ha posto al centro del dibattito il peso dell’uguaglianza sociale nelle pari opportunità di salute dei cittadini e la conseguente necessità di ridurre le disparità economiche e sociali che producono peggiori condizioni di salute.
“Povertà e salute”: la salute come questione politica
Il congresso si tiene negli spazi della Libera Università di Berlino, con oltre cento eventi focalizzati sui determinanti sociali della salute, dalle condizioni di vita alla giustizia ambientale, fino alle sfide della sanità pubblica e delle popolazioni vulnerabili.
L’obiettivo dichiarato, sintetizzato dal motto “La salute è politica!”, è fornire dati concreti e strumenti pratici per orientare politiche e interventi mirati.
Dati e disparità nell’aspettativa di vita
Il Robert Koch-Institut (RKI) aggiorna regolarmente le statistiche sul rapporto tra condizione economica e benessere sanitario.
Gli uomini residenti nelle regioni con maggiore svantaggio socio-economico hanno ad esempio un’aspettativa di vita inferiore di 7,2 anni rispetto a quelli delle aree più ricche, mentre tra le donne la differenza è di 4,3 anni.
Dal 2003 il divario si è ulteriormente ampliato, con un incremento di 1,5 anni per gli uomini e 1,7 anni per le donne.
Ambiente e accesso alle risorse come determinanti della salute
L’accesso a condizioni ambientali sicure e salubri è ovviamente al centro delle discussioni. Da qui la necessità di garantire opportunità di salute uniformi attraverso una gestione responsabile delle risorse naturali e l’impegno a garantire a tutti aria pulita, acqua sicura e spazi salubri, indipendentemente da origine o reddito.
Superare le disuguaglianze per tutelare la salute comune
Garantire l’uguaglianza nell’accesso alle cure e alle condizioni di vita salutari, insomma, non è solo una questione di politica sanitaria, ma un imperativo di giustizia sociale.
Rimuovere le disuguaglianze sociali significa infatti assicurare a ogni individuo il pieno diritto alla salute, indipendentemente da reddito, origine o posizione, riconoscendo che il benessere collettivo si fonda sulla protezione e sulla dignità di tutti, non solo di chi dispone di maggiori risorse economiche.
Una società equa dovrà quindi promuovere misure che consentano a ciascuno di vivere in condizioni salubri, facendo della salute un diritto universale e non un privilegio.




