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Lunedì 23 marzo farmacie chiuse per protesta in tutta la Germania

Lunedì 23 marzo, in tutta la Germania, le farmacie resteranno chiuse per protesta, nell’ambito di una mobilitazione nazionale che coinvolgerà più di 160.000 addetti del comparto. Lo scopo dell’iniziativa è afforzare il sistema farmaceutico e fare pressioni sul governo nero-rosso, affinché ottemperi a quanto stabilito per il settore nel contratto di coalizione.

Per limitare i disagi, si invitano i pazienti a procurarsi in anticipo le prescrizioni non urgenti oppure, in alternativa, di attendere il giorno successivo alla mobilitazione, martedì 24 marzo. Per garantire il servizio per chi ha bisogno di farmaci urgenti o essenziali, resteranno comunque attive oltre 1.000 farmacie di turno, 24 ore su 24.

Lunedì 23 marzo farmacie chiuse: una mobilitazione dall’ABDA

L’iniziativa è stata promossa dall’ABDA, la federazione che riunisce le principali associazioni dei farmacisti tedeschi insieme a 17 organismi affiliati. L’ultima chiusura diffusa risale al 14 giugno 2023.

Quattro sono inoltre le città selezionate per le manifestazioni principali: Berlino, Monaco, Düsseldorf e Hannover.

Il nodo dei compensi e il contratto di coalizione

Al centro della protesta si colloca la questione economica, poiché il compenso riconosciuto alle farmacie per i servizi erogati non viene aggiornato da tredici anni mentre invece, nel frattempo, i costi di gestione sono cresciuti di oltre il 65%.

Nel contratto di coalizione tra Unione e SPD è esplicitamente previsto un aumento delle remunerazioni, ma l’indicazione non è ancora stata convertita in misure operative.

Il 27 febbraio, in parlamento, la ministra della sanità Nina Warken (CDU) ha dichiarato che l’incremento verrà introdotto tramite un’ordinanza specifica attesa in primavera. I tempi tuttavia non sono stati ancora definiti nel dettaglio e l’ABDA chiede un’accelerazione.

Un settore alle prese con costi crescenti

Nel tempo, la sostenibilità economica del sistema farmaceutico ha mostrato segni di tensione, tra aumento dei costi da un lato e stallo dei compensi dall’altro e questa dinamica, secondo quanto comunicato dall’ABDA, avrebbe contribuito alla chiusura del 20% delle farmacie dal 2013.

Ogni anno, centinaia di attività cessano e il presidente Thomas Preis ha parlato di una forma di “sottofinanziamento cronico”. Una definizione, questa, che sintetizza la posizione dell’organizzazione e che, con la mobilitazione del 23 marzo, viene riportata al centro dell’agenda istituzionale, senza ulteriori mediazioni.

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