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Germania, ipotesi di aumento IVA e riduzione dei contributi sociali

Secondo quanto riportato dal quotidiano Handelsblatt, all’interno della coalizione di governo tedesca ci sarebbero discussioni in corso su un possibile aumento dell’IVA.

Queste valutazioni, emerse in incontri riservati tra esponenti di CDU e SPD, riguarderebbero un incremento compreso tra due e tre punti percentuali, inserito in un quadro più ampio di riforma.

Aumento IVA in Germania: ipotesi al vaglio del Ministero delle Finanze

Il Ministero federale delle Finanze, guidato da Lars Klingbeil, avrebbe già elaborato diverse possibilità e l’SPD avrebbe ipotizzato un aumento dell’aliquota ordinaria dal 19 al 21%, con l’obiettivo di finanziare una riduzione dell’imposta sul reddito per le fasce medio-basse.

Dall’altra parte, l’Unione avrebbe espresso disponibilità a sostenere un intervento sull’IVA, subordinandolo però a una riduzione sensibile dei contributi sociali.

Riduzione dell’IVA agevolata

Parallelamente, sempre secondo l’Handelsblatt, si starebbe valutando una revisione dell’aliquota ridotta. Attualmente fissata al 7% per beni come alimenti, trasporti locali e libri, potrebbe essere abbassata al 4% mentre, per i prodotti alimentari, viene presa in considerazione anche un’aliquota pari a zero.

L’effetto sui conti pubblici sarebbe rilevante. Un aumento di due punti percentuali dell’aliquota ordinaria genererebbe, secondo le stime riportate, entrate aggiuntive per circa 31 miliardi di euro.

La posizione ufficiale del governo

Nonostante le informazioni circolate, però, dal Ministero delle Finanze non risultano al momento piani concreti per un aumento dell’IVA. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa dpa, una misura di questo tipo non rientrerebbe nei programmi attuali del dicastero.

Secondo altre fonti, le proposte sarebbero state avanzate principalmente da esponenti dell’Unione nel corso di diversi incontri, senza tradursi però, almeno finora, in una linea condivisa all’interno dell’esecutivo.

Resistenze interne e fattori esterni

Una decisione definitiva, insomma, non sarebbe stata ancora presa e all’interno della coalizione permarrebbero posizioni critiche, con alcuni esponenti che considerano l’aumento dell’IVA difficilmente sostenibile sul piano politico.

A questo si aggiunge un contesto economico tutt’altro che favorevole. Un eventuale rialzo dei prezzi dell’energia legato al conflitto con l’Iran, ad esempio, potrebbe aumentare notevolmente la pressione sui consumatori, rendendo più complessa l’introduzione di un incremento dell’imposta indiretta.

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