Prezzi del carburante in Germania: arriva il tetto agli aumenti giornalieri

Con i prezzi del carburante in salita sull’onda delle tensioni legate alla guerra in Iran, il governo tedesco si prepara ad adottare una misura già in vigore in Austria: limitare a una sola volta nell’arco della giornata la possibilità per le stazioni di servizio di ritoccare verso l’alto i prezzi del carburante. Ad annunciarlo mercoledì è stata la ministra dell’Economia Katherina Reiche (CDU), scontentando l’ADAC (l’Automobile Club tedesco). Le riduzioni di prezzo, al contrario, resterebbero consentite in qualsiasi momento. La misura punta ad alleggerire il peso dell’aumento del prezzo della benzina e del gasolio sui pendolari e sulle imprese.
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La situazione attuale alle pompe di benzina: aumenti incontrollati, non necessariamente giustificati dalla crisi
Martedì, il prezzo medio giornaliero della benzina Super E10 si attestava a 2,045 euro al litro — 1,7 centesimi in più rispetto al lunedì precedente. Stesso incremento per il diesel, salito a 2,188 euro al litro, secondo i dati diffusi dall’ADAC di Monaco.
Mercoledì mattina alle 7:15, ora in cui i prezzi raggiungono tradizionalmente il picco quotidiano, la Super E10 segnava 2,053 euro e il diesel 2,175 euro. Nel corso della mattinata i valori sono però scesi sotto la media del giorno prima: alle 10:30 la benzina costava in media 2,022 euro su scala nazionale, il diesel 2,146 euro.
La Germania, va ricordato, non dipende dal Medio Oriente per la maggior parte delle sue importazioni di petrolio greggio. Ciononostante, i prezzi alle stazioni di servizio non hanno smesso di salire dall’inizio dei bombardamenti Israeliano-americani in Iran.
L’ADAC mette in guardia contro il modello austriaco
Non mancano le voci critiche. L’associazione automobilistica ADAC ha espresso riserve significative sul trasferimento del sistema austriaco al contesto tedesco. Christian Laberer, esperto del mercato dei carburanti, ha espresso le sue perplessità alla Redaktionsnetzwerk Deutschland, sostenendo che vietare alle compagnie petrolifere di mettere in atto aumenti multipli nel corso della giornata le indurrà semplicemente ad applicare rincari più consistenti fin dalle prime ore del mattino, proprio per compensare l’impossibilità di intervenire successivamente. Il risultato, secondo Laberer, potrebbe essere un innalzamento strutturale dei prezzi medi rispetto ai livelli odierni.
L’ADAC sostiene che, al di fuori delle fasi di crisi, il sistema tedesco risulta più vantaggioso per i consumatori. Chi monitora i prezzi e sfrutta i cicli di variazione noti, sostiene il rappresentante dell’Automobile Club, potrebbe rifornirsi a condizioni migliori rispetto a quelle garantite da un regime regolato. Il fatto che in Austria i carburanti costino meno che in Germania, secondo l’associazione, non avrebbe nulla a che fare con il fatto che l’Austria ne abbia regolamentato i prezzi, ma dipenderebbe, invece, dal minor carico fiscale.
L’accesso alle riserve petrolifere strategiche per contenere gli aumenti dei prezzi del carburante
Sul fronte dell’approvvigionamento, il governo ha confermato che accoglierà la richiesta dell’Agenzia internazionale per l’energia (AIE) di immettere sul mercato parte delle riserve strategiche nazionali. L’AIE ha chiesto ai paesi membri di liberare complessivamente 400 milioni di barili. La ministra Reiche ha definito la misura “enorme”, qualificandola come la più consistente operazione di questo tipo nella storia dell’agenzia.
A rendere necessario l’intervento è lo stato di fatto dello Stretto di Hormuz, che secondo Reiche risulta di fatto non percorribile. Sul mercato mondiale, il prezzo del petrolio greggio ha registrato un rialzo superiore al 30%.
La situazione del gas, invece, non desta preoccupazioni immediate: i depositi tedeschi sono pieni al 21% e la quota di gas importata dalla regione del Golfo è inferiore al 4% del totale. Tra le misure allo studio figura anche un rafforzamento della vigilanza antitrust nel settore dei carburanti.
Le riserve strategiche tedesche bastano per tre mesi
La Germania mantiene scorte di petrolio sufficienti a coprire almeno 90 giorni di consumo, una dotazione pensata per fronteggiare eventuali interruzioni delle forniture. Secondo il Ministero dell’Economia, le riserve sarebbero in grado di compensare per tre mesi un blocco totale di tutte le importazioni.
La gestione di queste scorte è affidata all’Erdölbevorratungsverband (EBV), che stocca sia petrolio greggio sia prodotti raffinati, come benzina, diesel e cherosene. Le scorte di prodotti finiti sono distribuite sull’intero territorio nazionale, mentre il greggio viene custodito principalmente in depositi sotterranei nella Germania settentrionale. Da lì può essere trasportato via oleodotto o via nave fino alle raffinerie per la lavorazione.




