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Stoccarda: sospeso all’improvviso il sostegno scolastico per 150 bambini con disabilità

Mercoledì scorso, nel tardo pomeriggio o in alcuni casi solo a sera inoltrata, le scuole di Stoccarda hanno ricevuto una comunicazione dell’Arbeiter-Samariter-Bund (ASB), organizzazione che forniva il sostegno scolastico ai bambini con bisogni educativi speciali. Nel messaggio si comunicava che il contratto quadro con il comune era stato rescisso e il personale avrebbe più potuto garantire l’assistenza all’integrazione, con effetto immediato.

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Questo provvedimento ha avuto la conseguenza di escludere di fatto e in modo immediato dall’istruzione circa 150 bambini che frequentano centri di formazione speciali e alcuni alunni inclusi in altre strutture scolastiche con diritto al sostegno. Questo vuol dire che, se anche gli studenti con disabilità fossero stati accompagnati fisicamente a scuola, da giovedì in poi, non avrebbero potuto di fatto partecipare alle attività didattiche, poiché il sostegno del quale avevano bisogno non sarebbe stato fornito. In questo caso, si parla di esigenze primarie, ovvero di assistenza per quei bambini che hanno bisogno di essere aiutati ad andare in bagno, a mangiare, a vestirsi e svestirsi o che indossano il pannolino e hanno bisogno di essere cambiati.

Perché è stato sospeso all’improvviso il sostegno scolastico per i bambini di Stoccarda?

L’amministrazione di Stoccarda ha dichiarato di essere stata costretta a rescindere il rapporto contrattuale con l’ASB. Nella nota ufficiale si legge che sono emersi fatti che non consentivano più la prosecuzione della collaborazione, rendendo necessaria una risoluzione immediata.

La Stuttgarter Zeitung parla di “disaccordi contabili” tra le parti. L’ASB ha comunicato che all’inizio dell’estate 2025 esistevano opinioni divergenti sulla fatturazione. A settembre l’associazione ha presentato una posizione dettagliata sulla questione. Non avendo ricevuto ulteriori riscontri dalla città, l’ASB riteneva superate le discrepanze.

Dal punto di vista dell’ente gestore, la risoluzione senza preavviso non ha giustificazione. L’amministratore delegato Markus Mitzenheim ha annunciato il ricorso a tutti gli strumenti legali disponibili. In una dichiarazione rilasciata a SWR, ha aggiunto che la città accumula arretrati di pagamento per milioni di euro e non ha risposto alle sollecitazioni in merito.

Il Comune dichiara di essere alla ricerca urgente di un nuovo ente gestore per ripristinare i servizi di assistenza. Nelle scuole, però, prevale lo scetticismo sulla possibilità di una soluzione affidabile in tempi stretti.

Il problema non è solo il sostegno scolastico: definanziato anche il lavoro degli assistenti di classe

La sospensione del sostegno scolastico arriva in un momento particolarmente difficile per le scuole e le famiglie di Stoccarda. Poco tempo fa, il Comune aveva comunicato che gli assistenti di classe non sarebbero più stati finanziati dal 1° gennaio. Questi assistenti rappresentavano una soluzione flessibile, utilizzabile per più bambini e in grado di intervenire dove necessario. Il finanziamento proveniva dall’ufficio amministrativo scolastico. Ora i genitori devono richiedere assistenti individuali per i propri figli presso l’ufficio di assistenza sociale.

Secondo direzione scolastica e consiglio dei genitori, questa modalità risulta poco funzionale nella pratica: gli assistenti individuali non possono essere impiegati con flessibilità, essendo responsabili di un solo bambino. Il finanziamento degli assistenti di classe da parte dell’ufficio amministrativo rappresenta un servizio volontario del Comune, quindi eliminabile. Gli assistenti individuali, invece, devono essere finanziati dai servizi sociali secondo la legge federale sulla partecipazione.

Carenza di personale e strutture inadeguate

La situazione degli studenti con disabilità e bisogni speciali a Stoccarda presentava già criticità significative. Nei centri di istruzione e consulenza speciale (SBBZ) la carenza di insegnanti persiste da anni. Nell’anno scolastico 2024/2025, il tasso di copertura nell’area di competenza dell’Ufficio scolastico statale di Stoccarda si attestava all’81%, secondo lo Stuttgarter Zeitung.

Nei tre centri specializzati nello sviluppo mentale di Stoccarda la situazione appare ancora più grave. La carenza di personale ha obbligato le strutture a ridurre le ore settimanali nella scuola elementare a 25 invece di 34, mentre nella scuola media si fermano a 28 invece di 34. La responsabilità della fornitura di insegnanti spetta al Land Baden-Württemberg. Nell’ambito del consolidamento del bilancio è stata inoltre decisa la riduzione degli investimenti per ristrutturazioni e costruzioni di nuove scuole.

Dibattito nazionale: l’articolo di Kristina Schröder

Queste vicende si inseriscono in un dibattito più ampio circa il modo in cui la Germania tratta le persone – e in particolare i bambini – con disabilità. Appena poche settimane fa, infatti, a dicembre 2025, era apparso su Die Welt un articolo controverso di Kristina Schröder (CDU), dal titolo “Cosa non potremo più permetterci in futuro”. Schröder, che è stata Ministra della Famiglia sotto Angela Merkel e oggi è membro del consiglio direttivo di un think tank di destra, si occupa di “decisioni politiche di valore”, come afferma nel pezzo per il quotidiano del gruppo Springer.

Schröder parla di disabilità in modo molto ampio ampio, mettendo nella stessa categoria diagnosi come ADHD o autismo e gravi disabilità fisiche. Tutte queste persone, sostiene, necessitano di aiuto e assistenza, alcune perfino 24 ore su 24. Alcune, afferma, andrebbero perfino in vacanza con un'”assistenza di viaggio” pagata dallo Stato. Secondo l’ex ministra, il risparmio dovrebbe riguardare questo come altri ambiti. Fra le sue proposte, una delle più controverse riguarda la possibilità di collocare le persone disabili in case di cura, simili alle RSA per anziani, poiché questa soluzione sarebbe più economica che non l’assistenza all’integrazione nella società o l’assistenza domiciliare.

Schröder descrive la Germania come un “paradiso per disabili”, che approva qualsiasi richiesta e addirittura offre il sostegno con troppa facilità a studenti aggressivi o con comportamenti anomali e con “diagnosi alla moda” come l’ADHD.

L’associazione professionale e specialistica di pedagogia curativa (BHP) ha pubblicato una lettera aperta alla redazione di Die Welt, nella quale si lamenta il fatto che l’articolo di Schröder presenti in modo riduttivo, problematico e parzialmente stigmatizzante questioni centrali relative a disabilità, partecipazione e Stato sociale, creando l’impressione che partecipazione, l’autodeterminazione e la qualità della vita delle persone con disabilità siano un lusso opzionale che, in tempi difficili, andrebbe abbandonato. Questa impostazione, sostengono i firmatari, sposta pericolosamente il discorso dai diritti alle concessioni volontarie, il che non solo appare eticamente discutibile, ma risulta anche giuridicamente errato.

L’aiuto all’integrazione, ricordano i responsabili della BHP, non è una forma di “generosità” dello Stato, ma la dovuta attuazione di diritti umani vincolanti, ratificati con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. La Germania, nel sottoscrivere tale convenzione, si è impegnata a garantire partecipazione paritaria, autodeterminazione e inclusione delle persone con disabilità e la legge federale sulla partecipazione esprime questo cambiamento di paradigma: dall’assistenza ai diritti.

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