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Germania e Arabia Saudita: via all’accordo per le forniture di energia da fonti rinnovabili

Fin dall’inizio della guerra in Ucraina e dalla sospensione delle forniture di gas dalla Russia, la Germania, attraverso ormai due governi, non ha fatto altro che cercare fornitori alternativi per garantirsi non l’indipendenza energetica, ma almeno una dipendenza esterna frazionata, che conti su una pluralità di fornitori. Lo scopo, evidentemente, è non lasciare a secco il Paese nel caso uno di questi fornitori si rivelasse inaffidabile oppure ostile. Per raggiungere questo obiettivo, i ministri degli esteri e dell’economia degli ultimi due governi hanno organizzato una serie di spedizioni estere mirate, con lo scopo di concludere accordi di fornitura con diversi Paesi. L’ultimo di questi viaggi in ordine di tempo è stato quello di Katherina Reiche (CDU), ministra dell’Economia tedesca, che ha incontrato il ministro dell’Energia saudita Abdulaziz bin Salman Al Saud a Riad, per firmare una dichiarazione d’intenti volta a intensificare la collaborazione nel comparto energetico. L’intesa si accompagna ad altri accordi tra le imprese di Germania e Arabia Saudita. Secondo Reiche, le intese toccano ambiti strategici quali energia, intelligenza artificiale, idrogeno, produzione industriale e innovazione.

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Non è solo la Germania a essere in crisi

Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, in questo caso non è necessariamente la Germania il partner in crisi: anche il regno saudita deve fare i conti con un deficit nel bilancio statale, causato dalla riduzione delle quotazioni petrolifere. Il governo di Riad sta reagendo con una revisione generale del proprio modello economico, che abbraccia più settori industriali. Reiche ha sottolineato come la diversificazione rappresenti uno strumento essenziale per attenuare l’impatto delle oscillazioni del prezzo del petrolio, contenere la disoccupazione e garantire opportunità alle nuove generazioni ed evidentemente questa diversificazione presenta vantaggi per tutte le parti in causa. Il documento concordato tra i due dicasteri comprende infatti l’intero settore energetico e quello chimico, includendo la gestione delle emissioni di CO2, la digitalizzazione energetica e la costruzione di filiere di approvvigionamento stabili. È previsto anche il consolidamento dei rapporti tra soggetti economici e tra settore pubblico e privato.

La Germania acquisterà energia da fonti rinnovabili dall’Arabia Saudita

In questo caso, al centro dell’accordo c’è soprattutto l’energia proveniente da fonti eoliche e solari nel territorio saudita, che hanno costi di produzione ridotti e un basso impatto, che si estende anche all’idrogeno così generato. Le condizioni geografiche e climatiche del regno offrono infatti margini economici significativi per la generazione di elettricità da rinnovabili e, di conseguenza, per l’elettrolisi finalizzata alla produzione di idrogeno.

Il porto di Rostock assumerà la funzione di punto di ingresso per l’idrogeno saudita destinato al mercato tedesco. A Riad, ACWA Power, EnBW Baden-Württemberg, il porto di Rostock e VNG hanno sottoscritto un’intesa che prevede il trasporto di ammoniaca dalla città portuale di Yanbu, affacciata sul Mar Rosso, fino alla costa baltica tedesca. L’idrogeno, per essere movimentato via mare, viene combinato con l’ammoniaca, composto chimico che consente una più agevole liquefazione, movimentazione e stoccaggio rispetto all’idrogeno puro. Una volta giunto a Rostock, il materiale subirà un processo di riconversione per estrarre nuovamente l’idrogeno, che verrà poi distribuito verso altre destinazioni.

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