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Germania: più poteri alla polizia, controlli a campione e sorveglianza delle telecomunicazioni

Dal 28 ottobre 2026 è in vigore in Germania la riforma della legge sulla Polizia federale, che conferisce agli agenti nuovi poteri e mette a loro disposizione nuovi strumenti di sorveglianza che, fino a questo momento, non erano previsti. Ecco cosa è cambiato.

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I nuovi poteri della polizia in Germania, dai droni al controllo delle comunicazioni crittografate

Il disegno di legge estende compiti e poteri, facendo ampio uso di tecnologie che non esistevano quando la legge era stata formulata, nel 1994.

Impiego dei droni

Gli agenti potranno impiegare droni come supporti mobili per sensori, con registrazioni di immagini, audio e video. Questo vuol dire che la polizia tedesca potrà filmare dall’alto il pubblico dei grandi eventi, i presenti all’interno delle stazioni ferroviarie e degli aeroporti o di luoghi protetti, come i monumenti o i luoghi di grande importanza simbolica. Sono previsti, per contro, anche mezzi tecnici per rilevare e neutralizzare i droni di altri operatori e altri sistemi di veicoli senza pilota.

Sorveglianza delle telecomunicazioni e localizzazione

Viene introdotta la sorveglianza preventiva delle telecomunicazioni, che comprende la sorveglianza delle fonti di telecomunicazione, cioè delle comunicazioni crittografate. La polizia potrà inoltre identificare e localizzare schede SIM e terminali di telefonia mobile, ad esempio tramite “SMS silenziosi” e IMSI-Catcher. Rientra nel pacchetto la raccolta di dati relativi a inventario, utilizzo e traffico, finalizzata alla prevenzione di pericoli e reati anche all’estero e nel corso di operazioni internazionali. In presenza di condizioni specifiche di sospetto nel corso di un’indagine, mezzi tecnici di intercettazione delle comunicazioni potranno essere usati all’interno o all’esterno delle abitazioni.

Controlli a campione e divieto di porto d’armi

Le zone in cui è vietato portare armi e coltelli, specialmente nelle stazioni, potranno essere ampliate e i controlli, anche a campione, saranno possibili nelle stazioni e sui treni anche in assenza di sospetti specifici. Sono inoltre previsti divieti di soggiorno per prevenire reati in luoghi determinati, come in occasione di partite di calcio, negli aeroporti e nelle stazioni. Si allarga poi la possibilità di imporre l’obbligo di segnalazione, in particolare per impedire la partenza di persone violente o che siano considerata estremiste dalle autorità.

Per le persone soggette a obbligo di espulsione esecutivo e prive di permesso di soggiorno, individuate nella propria area di competenza, la Polizia federale potrà chiedere al tribunale la detenzione in vista dell’espulsione. Le norme sulla privazione della libertà vengono adeguate e ampliate, in particolare per far rispettare i divieti di soggiorno e di espatrio. Crescono anche i poteri di sequestro e confisca di beni, compresi quelli in forma elettronica, per prevenire reati come la criminalità legata al traffico di migranti. Nasce infine una banca dati di riferimento del DNA, a supporto delle indagini.

Dati personali: aumentano le possibilità di raccoglierli, utilizzarli e verificarli

Il testo della legge disciplina in modo nuovo e più ampio la raccolta, il trattamento, la conservazione, la trasmissione e la cancellazione dei dati personali da parte delle autorità di polizia in Germania. Tra i cardini figura il principio della raccolta “ipotetica” dei dati: un’informazione può servire a uno scopo diverso da quello originario se, in via ipotetica, avrebbe potuto essere raccolta anche per quel fine. I dati personali dovranno essere identificati in base al tipo di raccolta, alla finalità e alla base giuridica. Per le misure sotto copertura e altamente invasive, gli obblighi di notifica e di registrazione vengono estesi.

La riforma recepisce inoltre le recenti sentenze della Corte costituzionale federale e le direttive UE, in particolare sulla protezione dei dati e sulla limitazione delle finalità di controllo. Per i dati dei passeggeri aerei (dati API) crescono i poteri di raccolta e trasmissione, che riguardano tutti i voli trans-Schengen. Sono previste infine la videosorveglianza e l’audio-sorveglianza aperte nei locali di custodia, a protezione delle persone trattenute e degli agenti.

Durante l’iter parlamentare, il Bundestag tedesco ha modificato in parte il testo originario. Per esempio, un nuovo paragrafo sul “riconoscimento automatizzato dei pericoli” attribuisce alla Polizia il potere di individuare modelli di movimento e di comportamento, oltre a luoghi di soggiorno, che indichino la presenza di pericoli. Tra le altre modifiche compare un potere in materia di “rilevamento biometrico in tempo reale”.

Verifica di affidabilità del personale di polizia

Per proteggere la Polizia federale dall’infiltrazione di estremisti, tutte le persone neoassunte dovranno superare una verifica di affidabilità, concepita come semplice controllo di sicurezza per i candidati.

Cambiano anche i doveri di chi gestisce le infrastrutture. Gli obblighi di collaborazione di gestori di aeroporti, stazioni ferroviarie e aziende di trasporto si ampliano: comprendono la messa a disposizione di locali e infrastrutture e la segnalazione di eventi rilevanti per la sicurezza.

Le critiche: organizzazioni umanitarie preoccupate per la privacy e il rischio di profiling razziale

Questa legge ha attirato numerose critiche anche prima della sua approvazione. Già nel dicembre 2025, per esempio, Amnesty International metteva in guardia da quella che definiva “una progressiva normalizzazione di gravi violazioni dei diritti umani e dei diritti fondamentali” e puntava il dito contro la mancanza di “misure volte a garantire maggiore trasparenza e responsabilità, come l’obbligo di identificazione o l’obbligo di attivare le bodycam in caso di ricorso alla forza diretta” da parte delle forze dell’ordine. Anche la possibilità di controlli a campione senza motivo è oggetto di critica, sia da parte di Amnesty che di altre organizzazioni per la tutela dei diritti umani, perché si presterebbe in modo particolare al profiling degli individui in base all’appartenenza etnica (in altre parole, se non occorre un motivo particolare per effettuare controlli sui civili in spazi pubblici, nulla impedisce agli agenti di controllare smisuratamente di più le persone non bianche semplicemente per via del loro aspetto e non c’è modo di condannare il bias razzista di un simile comportamento).

Ad agosto Amnesty International ha pubblicato un parere tecnico dettagliato su quello che allora era il progetto di legge, criticando anche la possibilità per la polizia di introdursi segretamente nei sistemi informatici e di portare avanti l’analisi automatizzata di grandi quantità di dati personali, il monitoraggio biometrico di Internet e l’addestramento dell’intelligenza artificiale con i dati personali della popolazione.  

Le segretaria generale di Amnesty International in Germania Julia Duchrow ha dichiarato: “Stiamo assistendo a uno squilibrio crescente e pericoloso: mentre le autorità di polizia a livello federale e regionale ottengono sempre più poteri di controllo e sorveglianza, gli strumenti per la trasparenza, la rendicontazione e la protezione dei dati non vengono potenziati, anzi, le misure di tutela esistenti per i diritti fondamentali vengono addirittura abolite. Le richieste delle comunità interessate e della società civile per una concezione della sicurezza che tenga conto della realtà di vita di tutte le persone in Germania vengono ignorate”.

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