Dobrindt estende i controlli alle frontiere tedesche per altri sei mesi
Altre ventiquattro settimane di controlli alle frontiere tedesche. Il Ministero dell’Interno ha confermato la proroga di sei mesi, dopo che il tabloid Bild aveva diffuso la notizia in anteprima. La scadenza originaria era fissata a metà marzo; la nuova estensione sposta ulteriormente in avanti il termine di una misura che avrebbe dovuto essere “straordinaria” e lo è ormai da quasi tre anni.
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Secondo il ministero guidato da Alexander Dobrindt (CSU), i controlli rimangono “necessari per motivi legati alla politica migratoria e di sicurezza”. La Commissione Europea a Bruxelles è già stata messa al corrente della proroga, come previsto dalle norme europee – considerando che, all’interno dello spazio Schengen, i controlli sistematici alle frontiere non sono contemplati. La Germania, tuttavia, ha progressivamente ampliato le eccezioni nel corso degli ultimi anni.
Il confine con l’Austria è sorvegliato con controlli fissi dal 2015. Nel corso del 2023, sotto la guida dell’allora ministra dell’Interno Nancy Faeser (SPD), la misura è stata estesa ai valichi con Polonia, Repubblica Ceca e Svizzera. Da settembre 2024 la polizia federale opera anche lungo i confini con Danimarca, Francia, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi: in pratica, l’intero perimetro terrestre del paese è ora soggetto a qualche forma di vigilanza.
Dobrindt continua a stringere sull’immigrazione: controlli alle frontiere tedesche e respingimenti sistematici
Dopo aver assunto l’incarico nel maggio 2025, Dobrindt ha inasprito ulteriormente il regime di controllo. Oltre a rafforzare le verifiche già esistenti, ha ordinato respingimenti sistematici a tutti i confini tedeschi, estendendoli anche alle persone che intendono presentare domanda di asilo in Germania. La misura prevede pochissime eccezioni: donne in gravidanza, minori non accompagnati e persone con gravi problemi di salute.
La stretta ha generato tensioni su più fronti. Alcuni paesi confinanti hanno manifestato irritazione per le modalità con cui i respingimenti vengono applicati, mentre il sindacato di polizia ha sollevato obiezioni rispetto all’elevato carico operativo che ne consegue per gli agenti impegnati ai valichi.
Vale la pena ricordare che, dopo l’accordo degli Stati membri dell’UE sul rafforzamento della politica comune in materia di asilo, raggiunto a dicembre, il cancelliere Friedrich Merz (CDU) aveva lasciato intravedere l’idea di una progressiva riduzione dei controlli alle frontiere interne, definendoli misure “sempre considerate limitate nel tempo e nell’effetto”.
Le accuse dei Verdi: “I controlli violano il diritto vigente”
Dal fronte parlamentare dell’opposizione, i Verdi chiedono da tempo l’abbandono della misura. Marcel Emmerich, portavoce del partito per la politica interna, ha dichiarato che “lka proroga dei controlli alle frontiere danneggia l’Europa, paralizza la polizia, grava sull’economia e viola il diritto vigente con i respingimenti.”




