Ripristinata la corrente elettrica a Berlino dopo il blackout
A Berlino è tornata la corrente elettrica. L’azienda che fornisce l’elettricità nel Land ha confermato il ripristino completo del servizio mercoledì pomeriggio. Un portavoce dell’azienda ha precisato che le connessioni domestiche sono state riabilitate progressivamente nelle ore precedenti, chiudendo così un blackout senza precedenti nella storia della Germania, dal dopoguerra a oggi.
Le prime comunicazioni erano state indirizzate in mattinata agli enti essenziali, soprattutto strutture ospedaliere, centri di assistenza sanitaria. Attraverso i canali d’allerta digitale, i residenti hanno ricevuto la richiesta di staccare i generatori d’emergenza installati durante il blackout, per prevenire sovraccarichi nella fase di riconnessione.
Anche nelle prime ore dopo la ripresa della regolare fornitura elettrica, si richiedeva di moderare l’uso di elettrodomestici ad alto consumo energetico come asciugatrici, lavatrici, termoventilatori e colonnine di ricarica per le auto elettriche, onde evitare di compromettere la tenuta della rete nelle fasi iniziali di recupero.
L’interruzione, provocata dall’attacco a un’infrastruttura critica nel distretto Steglitz-Zehlendorf, ha lasciato al buio circa 45.000 abitazioni e 2.200 attività commerciali e produttive sparse nel quadrante sudoccidentale di Berlino. Si stima che circa 100.000 persone ne abbiano risentito. La gravità della situazione aveva spinto l’amministrazione cittadina a proclamare domenica lo stato d’emergenza ufficiale, attivando così protocolli straordinari di gestione della crisi e coordinamento tra diverse agenzie operative.
L’indagine sull’incendio doloso che ha fatto saltare la distribuzione di corrente elettrica
Un collettivo radicale di matrice anarchica, il Vulkangruppe, ha diffuso un comunicato rivendicando l’incendio doloso e su questo indaga ora la Procura federale con sede a Karlsruhe.
Le ipotesi di reato configurate comprendono sabotaggio contro l’ordinamento costituzionale, affiliazione a organizzazioni con finalità terroristiche, incendio doloso e disturbo della quiete pubblica. Gli inquirenti non sono ancora riusciti a identificare gli autori materiali del gesto.
Allo stesso gruppo, dal 2011, sono stati attribuiti numerosi attacchi incendiari contro installazioni pubbliche concentrate prevalentemente nell’area metropolitana di Berlino e nella regione limitrofa del Brandeburgo.




