Merz sull’invasione del Venezuela: “questione complessa”. L’opposizione condanna l’azione USA
L’invasione militare del Venezuela da parte degli Stati Uniti d’America è stata seguita dalla dichiarazione del presidente Donald Trump circa il fatto che non sarà istituito un nuovo governo venezuelano, ma che gli USA amministreranno direttamente il Paese e soprattutto si approprieranno della sua risorsa più preziosa, il petrolio, che, sostiene Trump, è stato “rubato” agli Stati Uniti. Come era prevedibile, questo sconvolgimento dell’ordine mondiale ha causato reazioni e prese di posizione molto nette in giro per il mondo e, come era altrettanto facile prevedere, la posizione del cancelliere tedesco Friedrich Merz è fra quelle più moderate. Merz (CDU) non si sbilancia sull’invasione del Venezuela, sul bombardamento di Caracas e sul rapimento del presidente Nicolás Maduro, definendo l’intera operazione “complessa” da valutare dal punto di vista giuridico e si riserva il tempo necessario per una valutazione approfondita.

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Il cancelliere ha anche menzionato l’urgenza di garantire una transizione ordinata verso un’amministrazione legittimata attraverso elezioni e non ha risparmiato critiche al leader venezuelano destituito: Maduro avrebbe condotto il Venezuela verso il collasso economico e sociale, manipolato le ultime consultazioni elettorali e costruito alleanze problematiche a livello globale, favorendo inoltre il coinvolgimento del paese nelle reti del narcotraffico. Il Ministero degli Esteri ha intanto raccomandato ai cittadini tedeschi presenti sul territorio di mettersi al sicuro.
Die Linke: “Gli USA praticano il terrorismo di Stato”
Le forze politiche tedesche mostrano divergenze profonde. Jan van Aken, presidente di Die Linke, ha utilizzato termini durissimi, definendo l’azione americana “terrorismo di Stato” e paragonando la violazione del diritto internazionale perpetrata da Trump a quella commessa da Putin e indicandola quindi come meritevole di sanzioni equivalenti a quelle praticate contro la Russia. Van Aken richiede l’attivazione immediata di una condanna presso il Consiglio di sicurezza e l’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Foto: Ferran Cornellà, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Verdi ed SPD chiedono a Merz di condannare l’invasione del Venezuela
Katharina Dröge, leader del gruppo parlamentare dei Verdi, accusa Trump di aver violato il diritto internazionale, critica aspramente gli attacchi aerei su Caracas e sollecita una condanna esplicita da parte del governo Merz, chiedendo anche un impegno attivo con Washington per favorire la de-escalation in tutto il Venezuela.
Posizioni contrastanti emergono all’interno della maggioranza. Jürgen Hardt, portavoce per la politica estera del gruppo parlamentare dell’Unione, aveva manifestato sabato la speranza di un cambio di regime a Caracas, sottolineando gli anni di oppressione della società civile venezuelana e la diffusione di terrore e narcotraffico nella regione, che il politico della CDU attribuisce a Maduro.
Siemtje Möller, vicecapogruppo dell’SPD ed esperta di difesa, ha invece bollato l’approccio americano come inaccettabile e grave violazione del diritto internazionale. Il partner di coalizione della CDU esprime dunque toni completamente differenti rispetto all’ala conservatrice.
Le reazioni internazionali. Macron condanna, Meloni: “attacco legittimo”
Il governo francese ha classificato l’operazione statunitense come contraria al diritto internazionale e ha dichiarato che l’azione che ha condotto alla cattura di Maduro viola i principi fondamentali delle relazioni tra Stati sovrani. La posizione francese esclude soluzioni politiche durature imposte dall’esterno, mentre il presidente Emmanuel Macron ha invocato una transizione pacifica e democratica guidata da Edmundo González Urrutia, candidato dell’opposizione alle presidenziali del 2024.
Giorgia Meloni ha espresso perplessità sull’intervento militare esterno come strumento per porre fine ai regimi totalitari, ma ha espresso sostegno a Trump, definendo “legittimo” l’intervento che, sostiene essere stato di “difesa” contro presunti attacchi ibridi alla sicurezza nazionale, citando come esempio il caso di attori statali che promuovono il traffico di droga verso altri paesi.

Foto: EPA-EFE/ETTORE FERRARI
Il premier spagnolo Pedro Sanchez si è offerto di provare a mediare nel conflitto, per addivenire a una soluzione democratica. Keir Starmer, primo ministro britannico, ha espresso soddisfazione per la fine del regime del “presidente illegittimo”, auspicando una transizione graduale che rispecchi la volontà dei venezuelani, pur sottolineando la necessità di rispettare il diritto internazionale.
Milei esulta, l’Europa fatica a prendere posizione
Merz non è certamente l’unico in Europa ad avere un atteggiamento attendista rispetto alla situazione in Venezuela. Kaja Kallas, alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri, ha invitato alla cautela dopo un colloquio telefonico con il segretario di Stato americano Marco Rubio. L’Unione Europea ribadisce la mancanza di legittimità di Maduro e il sostegno a una transizione pacifica, insistendo però sul rispetto dei principi del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite. António Guterres ha manifestato profonda preoccupazione, parlando di escalation e avvertendo che l’intervento militare statunitense potrebbe avere ripercussioni inquietanti sulla regione, costituendo un precedente pericoloso.
Javier Milei, da sempre un acceso sostenitore di Trump, ha esultato per quella che ha definito la nuova “libertà” per il Venezuela. Al contrario, Messico e Brasile hanno condannato l’operazione. Luiz Inacio Lula da Silva ha scritto su X che simili violazioni del diritto internazionale rappresentano il primo passo verso un mondo dominato dalla violenza e dal caos, dove prevale la legge del più forte. La presidentessa del Messico Claudia Sheinbaum ha espresso una decisa condanna all’operato degli Stati Uniti. Il suo Ministero degli Affari Esteri ha diffuso poche ore prima la posizione ufficiale del governo in merito a quanto accaduto: “Sulla base dei suoi principi di politica estera e della sua vocazione pacifista, il Messico lancia un appello urgente al rispetto del diritto internazionale, nonché dei principi e degli scopi della Carta delle Nazioni Unite, e alla cessazione di qualsiasi atto di aggressione contro il governo e il popolo venezuelani”,

Il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha assicurato solidarietà alla vicepresidente venezuelana Delcy Rodriguez, mentre entrambe le parti hanno concordato sulla necessità di evitare ulteriori escalation attraverso il dialogo. Mosca aveva precedentemente definito l’attacco statunitense un “atto di aggressione armata”. La Cina ha condannato con fermezza l’uso della forza contro uno Stato sovrano, respingendo quello che Pechino definisce “comportamento egemonico degli Stati Uniti” e grave violazione del diritto internazionale.
L’Iran ha parlato di flagrante violazione della sovranità nazionale e dell’integrità territoriale venezuelana. Miguel Díaz-Canel, presidente cubano, ha utilizzato l’espressione “terrorismo di Stato contro il coraggioso popolo venezuelano e contro la nostra America”.




