Tribunale di Amburgo respinge la denuncia a Correctiv per il reportage dell’incontro sulla remigrazione

L’inchiesta di Correctiv “Piano segreto contro la Germania”, sull’ormai celebre “incontro di Potsdam”, nel quale si è parlato pubblicamente, forse per la prima volta, di “remigrazione” è ormai un pezzo di storia del giornalismo tedesco. In seguito alla sua pubblicazione, milioni di persone sono scese in piazza contro l’estrema destra non solo in Germania, ma anche in altre parti d’Europa. Ora, la piattaforma investigativa che ha pubblicato il noto articolo lo ha anche difeso con successo in tribunale, contro un ricorso che chiedeva una ritrattazione. Il tribunale regionale di Amburgo ha infatti respinto entrambe le denunce presentate da Ulrich Vosgerau, giurista presente all’incontro, e da Gernot Mörig, organizzatore dell’evento. L’annuncio è arrivato dalla presidente della Camera della stampa, Kristina Feustel. Le sentenze, tuttavia, non sono ancora definitive (ma sono verificabili con i rif.: 324 O 6/25 e 324 O 7/25).
L’articolo in oggetto, pubblicato nel 2024, documentava quanto accaduto durante un incontro tenutosi nel novembre 2023 a Potsdam, cui avevano preso parte esponenti dell’estrema destra tedesca, politici di AfD e della CDU.
Il concetto di remigrazione presentato da Martin Sellner
Durante l’incontro, come già detto, il concetto di “remigrazione” venne illustrato da Martin Sellner, ex leader del movimento di estrema destra austriaco Identitäre Bewegung. Era la prima volta che il pubblico europeo, al di fuori dei circoli dell’estrema destra, faceva conoscenza con questo termine, che ormai viene adottato senza particolari remore da molte destre europee e perfino extra europee.

Foto: Martin MAGA, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
I denuncianti chiedevano il ritiro di specifiche affermazioni contenute nel pezzo giornalistico. In particolare contestavano la classificazione operata da Correctiv, secondo cui il concetto esposto durante la riunione costituisse un “piano generale per l’espulsione dei cittadini tedeschi”. Il riferimento era, fra le altre cose, all’ipotesi che fosse possibile, in teoria e a determinate condizioni, privare i cittadini tedeschi della propria nazionalità per poi espellerli, dichiarandoli privi del diritto di restare in Germania.
Distinzione tra cronaca e valutazione giornalistica
Il tribunale ha stabilito che l’articolo era strutturato in maniera tale da permettere ai lettori di distinguere tra diversi livelli del contenuto. Secondo la sentenza, risultava infatti chiaro quali passaggi rappresentassero una riproduzione fedele delle discussioni avvenute durante l’incontro e quali invece consistessero in una sintesi valutativa o in un commento degli eventi da parte dei giornalisti.
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Nessuna delle dichiarazioni contestate ha dato diritto a Vosgerau e Mörig di ottenere un’ingiunzione di cessazione, ha comunicato il tribunale. I lettori non potevano dedurre dal testo che Sellner o altri partecipanti avessero usato letteralmente i termini “espulsione” o “allontanamento” riferiti ai cittadini tedeschi, né che fosse stato affermato esplicitamente che anche cittadini tedeschi dovessero essere espulsi dal paese.
La vicenda giudiziaria, pur conclusa in prima istanza, potrebbe avere ulteriori sviluppi considerato che le sentenze non sono ancora definitive.




