Germania: commissione bilancio cancella i fondi per le vittime di abusi sessuali

Il bilancio del governo tedesco per il 2026 non include risorse destinate al fondo per le vittime di abusi sessuali nell’infanzia e nell’adolescenza. La commissione bilancio ha deliberato l’esclusione di ulteriori stanziamenti per questo fondo suscitando, come era prevedibile, reazioni di sdegno da parte delle organizzazioni che si occupano quotidianamente della tutela delle vittime. Il sistema era in vigore dal 2013 e offriva sostegno a chi aveva subito violenze sessuali, ma ora sembra destinato a venire smantellato. Le domande presentate oltre la metà di marzo rimarranno inevase: solo chi aveva inoltrato richiesta prima di quella data avrà accesso ai finanziamenti già stanziati, che copriranno le spese esistenti fino al 2028.
Kerstin Claus, incaricata della commissione indipendente per le vittime di abusi sessuali, ha definito la situazione un disastro per le persone coinvolte. L’accordo di coalizione, fra l’altro, conteneva impegni precisi sul mantenimento del fondo, che però non sono stati rispettati, sembra, per motivi di budget. Ora a mancare sono proprio gli aiuti più importanti, ovvero quelli a bassa soglia, facili da raggiungere anche per chi ne ha più bisogno. Lo Stato, accusa Claus, nega il proprio sostegno proprio in quei contesti nei quali ha già gravemente fallito nella protezione dei minori.
Matthias Katsch, rappresentante delle vittime, ha definito la decisione del governo di cancellare il fondo un segnale fatale per le vittime.
Come funzionava il fondo per le vittime di abusi sessuali durante l’infanzia e l’adolescenza in Germania
Istituito nel 2013, il fondo permetteva di ottenere aiuti difficilmente accessibili attraverso il sistema sociale ordinario, dove le procedure burocratiche complicate rappresentano spesso ostacoli insormontabili. Copriva prestazioni fino a 10.000 euro, che potevano arrivare a 15.000 nel caso di persone con disabilità. Le persone che più spesso si sono avvalse di questo fondo, in Germania, sono le vittime di abusi subiti in ambito familiare.
I dati disponibili indicano che, fino alla fine del 2023 sono stati erogati circa 164 milioni di euro. Il sistema di assistenza integrativa (EHS) interveniva dove altri meccanismi non potevano operare, per esempio perché la difficoltà nel dimostrare il reato e i danni alla salute della vittima rendevano difficile o addirittura impossibile accedere a forme di risarcimento per altre vie.
Nel marzo 2025, il Ministero aveva annunciato che le domande iniziali potevano essere presentate solo fino al 31 agosto 2025. I pagamenti sarebbero stati effettuati fino al 31 dicembre 2028. A giugno, il termine è stato modificato retroattivamente al 19 marzo 2025. Il fondo rappresentava un risultato fondamentale della tavola rotonda su questo tema del 2010-2011.
Le critiche della Corte dei conti
La Corte dei conti federale aveva espresso riserve l’anno precedente, sostenendo che la struttura del fondo richiedesse adeguamenti e un ridimensionamento, almeno temporale, degli aiuti.
Claus aveva avviato discussioni con la Ministra della Famiglia Karin Prien (CDU) a proposito di una possibile riorganizzazione del fondo stesso. Una perizia aveva suggerito una legge autonoma e una soluzione transitoria, ma nessuna proposta concreta è stata presentata. Tuttavia, sostiene Claus, l’assenza di un fondamento giuridico non può giustificare la mancata allocazione di risorse nel bilancio 2026.
Allo stato attuale delle cose, i fondi già erogati potranno coprire le domande già presentate entro marzo scorso, fino al 2028, dopo di che non sarà previsto alcun supporto specifico. Il Ministero starebbe però lavorando a una riorganizzazione del sistema, perseguendo, secondo le comunicazioni ufficiali “un modello successivo sostenibile, conforme al diritto di bilancio e adeguato alle esigenze delle persone interessate”.
La Commissione federale indipendente per le vittime di abusi sessuali, intanto, ha chiesto il mantenimento provvisorio delle prestazioni, in attesa che il governo crei una base giuridica valida a lungo termine. Mancano, al momento, i fondi per coprire prestazioni urgentemente necessarie, come la prosecuzione delle terapie e il recupero dei titoli di studio.
La commissione di revisione ha criticato l’operato della commissione bilancio. In una lettera aperta indirizzata ai presidenti dei gruppi parlamentari dell’Unione e dell’SPD, insieme al commissario federale, ha chiesto soluzioni concrete.
I motivi che avevano portato all’istituzione del fondo nel 2013 rimangono validi. Le vittime di violenza sessuale hanno ancora scarso accesso ad altri sistemi di sostegno. Gli ostacoli alla dimostrazione del reato non sono cambiati. Pochissime vittime ricevono sostegno dal sistema ordinario. Claus si aspetta che il Cancelliere Merz, insieme alla ministra Prien, presenti immediatamente proposte di soluzione. L’impegno preso nel contratto di coalizione deve essere mantenuto. Il fondo ha davvero cambiato delle vite e deve continuare a esistere come sistema di aiuto a bassa soglia.



