Pene più alte per chi usa la “droga dello stupro”: proposta di legge in Germania
In Germania le chiamano “gocce K.O.”: questa definizione è piuttosto ampia e abbraccia diversi tipi di sostanze. In generale, fa riferimento a tutte quelle sostanze psicotrope, in particolare ipnotici e sedativi, che vengono utilizzati per indurre uno stato di incoscienza o di ridotta capacità di intendere e volere in una persona, allo scopo di compiere un reato. Le vittime più frequenti sono le donne: non a caso, queste sostanze sono note in altre lingue come “droga dello stupro”. Il Ministero tedesco della Giustizia e della Tutela dei consumatori (BMJ) ha diffuso lunedì un disegno di legge destinato a inasprire le pene per chi se ne serve allo scopo di commettere reati. Chi impiega sostanze stupefacenti per perpetrare stupri o rapine potrebbe andare incontro, secondo la proposta, a una reclusione minima di cinque anni.
L’iniziativa risponde a quella che in più occasioni è stata definita una lacuna normativa della giurisprudenza tedesca. Il dicastero intende allineare la legislazione alla pericolosità effettiva di questi crimini.
Perché cambiare la legge attuale?
Come spesso avviene, a far pensare di cambiare la legge è stata una sentenza che applicava quella esistente. La Corte tedesca di giustizia ha infatti deliberato lo scorso anno che le sostanze stupefacenti utilizzate di nascosto al fine di facilitare reati come stupri o rapine non rientrano nella categoria degli “strumenti pericolosi” prevista dal codice penale vigente fra le aggravanti di tali reati. In altre parole, rapinare o stuprare sotto minaccia di un’arma da fuoco, per esempio, è penalmente più rilevante che non farlo dopo aver drogato la vittima.
Attualmente, quindi, la pena minima prevista per chi le impiega è di tre anni di reclusione.
Hubig: i reati con la droga dello stupro sono perfidi e pericolosi
La Ministra tedesca della Giustizia Stefanie Hubig (SPD), ha definito “particolarmente perfidi e pericolosi” gli stupri commessi con l’uso di sostanze stupefacenti, poiché il loro uso permette agli autori di privare le vittime di ogni possibilità di difesa. Il caso più celebre del genere è indubbiamente quello di Gisèle Pelicot in Francia, ma non è certo l’unico: anche in Germania, precisamente ad Aachen si è registrato almeno un caso simile, finito a processo recentemente.
Le droghe utilizzate durante gli stupri potrebbero essere equiparate alle armi
Con il disegno di legge appena presentato, quindi, l’impiego di sostanze stupefacenti per incapacitare le vittime di stupri o rapine verrebbe equiparato all’uso di armi o altri strumenti pericolosi ai fini del calcolo delle aggravanti. Attenzione: la normativa attuale già considera l’utilizzo occulto di tali sostanze come aggravante, tuttavia, allo stato attuale delle cose questa circostanza non basta, secondo il pronunciamento giurisprudenziale, per configurare la fattispecie più grave del reato e comportare pene sostanzialmente più lunghe per i responsabili.



