Piattaforma di crowdfunding per omicidi politici: un arresto. Fra gli obiettivi Merkel e Scholz
La Procura federale tedesca ha disposto l’arresto di un quarantanovenne nella città di Dortmund, accusato di coordinare una rete finalizzata a commissionare omicidi di rappresentanti politici attraverso una piattaforma creata nel darknet. L’operazione si è conclusa nella serata di lunedì. Ad arrestarlo sono state le forze speciali del GSG 9.
Il soggetto fermato potrebbe essere, secondo quanto riportato da alcuni media tedeschi nelle prime ore successive al fermo, riconducibile all’area radicale dei cosiddetti “Reichsbürger“, ovvero i “cittadini del Reich” movimento noto per il rifiuto della legittimità dello Stato tedesco contemporaneo.
Come funzionava la piattaforma per il crowdfunding degli omicidi politici
Il meccanismo ideato presentaerebbe caratteristiche peculiari. Sul portale in questione – denominato, eloquentemente “Assassination Politics” (termine coniato nel saggio omonimo dell’attivista radicale USA Jim Bell, il quale, negli anni ’90, ipotizzava un “mercato” su Internet dove fosse possibile finanziare in modo anonimo gli omicidi di funzionari e politici corrotti) – l’indagato avrebbe delineato uno schema operativo in più fasi.
Primo passaggio: raccogliere denaro. Simpatizzanti e persone allineate ideologicamente avrebbero dovuto versare contributi attraverso canali anonimi del darknet, prevalentemente se non esclusivamente in criptovalute. Secondo passaggio: impiegare quei fondi per retribuire sicari disposti a compiere materialmente gli omicidi dei politici considerati “avversari”.
Secondo quanto riportato dal settimanale Der Spiegel, al progetto sarebbe stata collegata una lista di potenziali vittime con più di 20 nomi, tra cui due ex cancellieri: Olaf Scholz (SPD) e Angela Merkel (CDU). Sul sito erano venivano pubblicati, tra le altre cose, dati privati di personaggi famosi. Gli investigatori dell’Ufficio federale di polizia criminale avrebbero trovato anche documenti che volevano imitare veri e propri “atti giudiziari” e “condanne a morte” contro politici, giudici o pubblici ministeri, oltre a contenuti di estrema destra, razzisti e complottisti, in parte riferiti alla pandemia di coronavirus. Inoltre, il sito avrebbe pubblicato istruzioni relative, ad esempio, alla fabbricazione di esplosivi.
Il sito sarebbe stato nel frattempo oscurato dall’Ufficio federale di polizia criminale.
L’uomo arrestato aveva precedenti segnalazioni
L’uomo risultava già noto agli apparati di sicurezza dal 2020. In quell’anno aveva attirato l’attenzione delle forze dell’ordine durante le manifestazioni contro le misure sanitarie imposte durante la pandemia.
La sua collocazione ideologica lo situerebbe nell’ala più estremista dei Reichsbürger e, se le accuse più recenti fossero confermate, in opposizione radicale alle istituzioni democratiche.
La segnalazione relativa alle sue attività online proverrebbe dall’Ufficio federale per la protezione della Costituzione, organismo preposto al monitoraggio delle minacce interne alla sicurezza nazionale.
Il procuratore generale Jens Rommel ha assunto personalmente la guida dell’inchiesta. La valutazione giuridica del progetto potrebbe configurare gli estremi di reato relativi al finanziamento del terrorismo, fattispecie che rientra nella giurisdizione della Procura federale per la gravità e la rilevanza potenzialmente nazionale.




