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Tesla crolla in Europa fino a oltre il 50%, 80% in Svezia. Musk nega. Gli analisti: “Delirante”

Il mercato europeo delle auto elettriche registra numeri in crescita, ma Tesla sembra perdere terreno. Le vendite del colosso guidato da Elon Musk hanno infatti subito cali drammatici in diversi Paesi, con punte oltre l’80%.

A pesare, secondo gli analisti, non è soltanto la concorrenza sempre più agguerrita, ma anche le scelte politiche e comunicative del fondatore e CEO dell’azienda.

Vendite Tesla in caduta libera in Europa

I dati pubblicati di recente da die Welt mostrano un quadro decisamente allarmante, per l’azienda di Musk. In Francia, ad agosto, le vendite sono diminuite del 47,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre il mercato automobilistico complessivo ha registrato un aumento del 2,2%.

In Danimarca il calo ha superato i due quinti, mentre nei Paesi Bassi si è arrivati a un crollo del 50%. La situazione più grave riguarda la Svezia, dove le vendite sono scese addirittura dell’84%, nonostante una crescita del mercato nazionale del 6%.

Unica crescita di Tesla in Europa superata dalla Cina

Tesla è riuscita a raggiungere risultati positivi solo in Norvegia e Spagna. Tuttavia, anche in questi mercati il marchio cinese BYD ha registrato una crescita molto più consistente, conquistando ulteriore spazio nel settore delle auto elettriche.

L’esile risultato conseguito da Tesla nei due Paesi, dunque, non regge comunque il confronto con il competitor cinese, che è riuscito a superare l’azienda di Musk e si è imposto maggiormente sul mercato.

Tesla
Il CEO di Tesla e Senior Advisor del Presidente degli Stati Uniti Elon Musk (S) guarda il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump (D) tenere un discorso davanti ai veicoli Tesla alla Casa Bianca a Washington, D.C. Foto: EPA-EFE/SAMUEL CORUM / POOL

Le ragioni del tracollo. Gli analisti: concorrenza e “fattore Musk”

Tesla ha spiegato il calo attribuendolo a interruzioni nella produzione legate al rinnovamento del Model Y e alla presenza di altri operatori, ma per gli esperti questa non è affatto l’unica ragione. Musk si rifiuta addirittura di ammettere l’ovvio, e cioè che la situazione della sua azienda in Europa sia fortemente critica. Matthias Schmidt, analista di Schmidt Automotive, ha definito “delirante” questo atteggiamento, visto il crollo evidente delle quote di mercato di Tesla in Europa.

Schmidt ritiene che il calo sia dovuto principalmente al rafforzarsi della concorrenza, ma ci sono altri importanti fattori da considerare.

Il peso delle posizioni politiche di Musk

Oltre agli aspetti industriali e commerciali, diversi analisti sottolineano infatti come l’esposizione politica di Musk stia pesando molto sull’immagine del marchio. Il suo sostegno a Donald Trump e a partiti populisti di destra in Europa, incluso l’endorsement ad AfD, avrebbe alimentato la diffidenza di una parte della clientela, se non, a volte, un aperto boicottaggio. A marzo 2025, in Germania, persino la catena di drogherie Rossmann e diversi fornitori di energia hanno scelto di prendere le distanze dall’azienda, smettendo di usare Tesla come fornitore di veicoli aziendali.

Insomma, sebbene negli ultimi mesi Musk abbia preso le distanze dal presidente degli Stati Uniti, i contraccolpi sul brand sembrano restano forti. D’altra parte persino Ross Gerber, investitore e socio storico di Elon Musk, a marzo lo aveva esortato a farsi da parte per il bene dell’azienda.

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