Le associazioni per i diritti umani protestano contro la riforma del diritto di asilo: violati i diritti dei bambini
Come annunciato nei giorni scorsi, il governo tedesco, guidato dal cancelliere Friedrich Merz (CDU) ha dato il via libera all’attuazione del sistema europeo comune di asilo (GEAS) in Germania. Questa decisione sul diritto di asilo ha scatenato critiche feroci, soprattutto da parte delle organizzazioni umanitarie, le quali parlano di un altissimo rischio che le nuove misure si traducano in violazioni sistematiche dei diritti dei bambini, mentre l’opposizione prepara battaglia in Parlamento e nelle piazze.
La riforma – la più radicale dal 1993 – dovrà essere implementata entro il giugno del 2026. Fino a quella data, continueranno ad applicarsi le normative precedenti in tutta Europa. In Germania, il disegno di legge deve ora superare l’esame del Bundestag e del Bundesrat – un percorso che si preannuncia accidentato.
Amnesty e Pro Asyl denunciano nuove forme di detenzione
Sophie Scheytt, esperta di politica di asilo presso Amnesty International Germania, ha parole durissime per la nuova riforma: “Il disegno di legge confonde i confini tra libertà di movimento e detenzione, creando sempre nuove forme di detenzione di fatto”. La dichiarazione ufficiale di Amnesty international sulal riforma GEAS è disponibile qui (solo in tedesco).
Pro Asyl lancia l’allarme su un futuro distopico. I rifugiati in Germania rischiano di essere sistematicamente “incarcerati in centri almeno in parte chiusi”. Questo potrebbe accadere a intere famiglie, bambini compresi. “Isolare ed emarginare i rifugiati in strutture speciali è irresponsabile”, denuncia Wiebke Judith, portavoce dell’organizzazione, poiché genera “disperazione, stress e depressione nelle persone colpite”.
Amnesty International sottolinea una tendenza preoccupante: “Le possibilità di detenere chi cerca protezione vengono continuamente ampliate”. Una deriva che trasformerebbe in regola secondo le organizzazioni umanitarie, quella che dovrebbe essere al più un’eccezione, violando alcuni dei diritti umani fondamentali.
Die Linke prepara la resistenza in Parlamento
Clara Bünger, portavoce di Die Linke per la politica interna, ha annunciato l’intenzione del partito di fare resistenza rispetto a questo disegno di legge. “Die Linke protesterà con decisione contro queste modifiche, sia in Parlamento che nelle piazze”.
Il gruppo parlamentare denuncia che le norme governative porterebbero “alla detenzione illegale delle persone in cerca di protezione”. Particolarmente grave la situazione dei minori: “Anche i bambini dovrebbero essere incarcerati, se ciò serve alla loro protezione, come afferma il governo”, con una presa di posizione che Bünger definisce “cinica”.
Preoccupa soprattutto “la creazione di nuovi campi, in parte chiusi, in cui dovrebbero essere detenuti i casi relativi al trattato di Dublino e le persone con status di protezione in un altro paese dell’UE”.
Terre des Hommes: la riforma del diritto di asilo porterà a “una violazione sistematica dei diritti dei bambini”
L’organizzazione Terre des Hommes, che si occupa specificamente di tutela dei diritti dell’infanzia, si è unita al coro delle proteste contro i piani di riforma del diritto di asilo e in particolare la loro applicazione in Germania. Joshua Hofert, portavoce del consiglio di amministrazione, scrive in una dichiarazione ufficiale: “I bambini non devono essere detenuti o ospitati in centri di accoglienza senza sufficienti spazi liberi”. Le esigenze dei minori, sostiene, sono chiare e non negoziabili. “I bambini hanno bisogno di un luogo sicuro, di accesso alla scuola, di partecipazione e di procedimenti equi”. Non di “isolamento e privazione dei diritti”.
Terre des Hommes ha commissionato una perizia legale agli esperti di diritto dell’immigrazione Constantin Hruschka e Robert Nestler. La conclusione è che, senza norme vincolanti di protezione dei diritti dei minori, l’attuazione rischia “gravi violazioni dei diritti dei bambini in Germania”. Secondo Hruschka, “i progetti di legge presentati finora prevedono invece un inasprimento delle misure, come la possibilità di detenzione e di collocamento in strutture simili alla detenzione, anche per i bambini”. Questi inasprimenti, afferma, sono “sproporzionati” e violano i diritti fondamentali.
La coalizione di organizzazioni – che include Bundesfachverband Minderjährigkeit und Flucht, Der Paritätische Gesamtverband, Deutsches Kinderhilfswerk, UNICEF Germania, Kindernothilfe, Save the Children Deutschland, SOS-Kinderdorf e World Vision Deutschland – chiede urgenti miglioramenti. La dichiarazione ufficiale di Terres des Hommes è disponibile qui (solo in tedesco).
I contenuti della riforma europea
La riforma GEAS introduce meccanismi che ridisegnano completamente l’approccio europeo all’asilo. L’obbligo di controlli dell’identità sui nuovi arrivati rappresenta solo la punta dell’iceberg. I richiedenti asilo provenienti da paesi con tassi di protezione inferiori al 20% a livello UE dovranno affrontare procedure alle frontiere esterne, con possibilità di espulsione diretta. Le procedure – teoricamente limitate a dodici settimane – mirano a ridurre drasticamente l’immigrazione irregolare.
Il meccanismo di distribuzione dei rifugiati introduce sanzioni economiche. I paesi che rifiutano l’accoglienza pagheranno 20.000 euro per ogni rifugiato non accolto. Una misura che colpirà principalmente nazioni come l’Ungheria.
Al Parlamento europeo, la riforma ha trovato sostegno tra conservatori, socialdemocratici e liberali. Die Linke e i Verdi hanno votato contro per i motivi di cui sopra. Curiosamente, anche la maggioranza dei radicali di destra del gruppo ID (Identità e Democrazia) si è opposta – a differenza di parte del gruppo ECR (Gruppo dei Conservatori e dei Riformisti Europei), che include Fratelli d’Italia.
Un percorso legislativo già travagliato
In Germania, la riforma aveva ottenuto l’approvazione del Consiglio dei ministri lo scorso novembre. Poche ore prima del collasso della coalizione guidata da Olaf Scholz (SPD). Il Bundestag non riuscì, all’epoca, a trovare una maggioranza favorevole. Ora il progetto riparte da zero. Il governo Merz punta all’accelerazione, ma le resistenze si moltiplicano.



