Ministro degli esteri tedesco: “Gaza inferno in terra. Grazie a Trump per i suoi sforzi di pace”
Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul (CDU), ha definito la situazione nella Striscia di Gaza «un inferno in terra» durante la nota trasmissione di Caren Miosga, andata in onda domenica sera su ARD.
Wadephul ha inoltre ringraziato Donald Trump per il suo impegno diplomatico e ha sottolineato la necessità di una soluzione politica duratura in Medio Oriente. Parallelamente, ha richiamato l’attenzione sulle tensioni con la Russia e sull’importanza del legame con gli Stati Uniti per la sicurezza europea.
La Russia e il ruolo della Nato: «Mosca ci sta mettendo alla prova»
Sul tema della crisi con la Russia, si è parlato del fatto che negli ultimi mesi si siano intensificati episodi preoccupanti lungo i confini europei: droni russi nello spazio aereo polacco, sorvoli di caccia russi su navi tedesche nel Mar Baltico e attività sospette sopra l’Estonia. Wadephul ha sottolineato che, pur vivendo formalmente ancora in pace con Mosca, la Russia «ci sta mettendo alla prova».
Il giornalista Christoph von Marschall, presente in trasmissione, ha contestato anche il fatto che la Germania sia ancora in pace con la Russia. Per von Marschall, infatti, il fatto stesso che da mesi ci siano azioni ostili da parte di Mosca non consente di parlare di pace, ma, al contrario, identifica una situazione di «guerra non dichiarata». il giornalista ritiene inoltre che Mosca possa espandere le sue mire oltre l’Ucraina nei prossimi tre o quattro anni.
Gaza come «inferno in terra»
Non si è potuto poi non parlare del conflitto in Medio Oriente. L’esercito israeliano ha intensificato l’offensiva a Gaza City da quasi dieci giorni, causando conseguenze drammatiche. Secondo le Nazioni Unite, dall’attacco terroristico di Hamas contro Israele, avvenuto nell’ottobre 2023, si registrano circa 65.000. A questo proposito Wadephul ha dichiarato: «È l’inferno sulla terra ed è inaccettabile».
Il ministro ha inoltre sottolineato la necessità di una soluzione a due Stati, accanto alla «naturale solidarietà» della Germania con Israele, ma ha anche dichiarato che un accordo di pace dovrebbe precedere qualsiasi riconoscimento simbolico dello Stato palestinese.
Ringraziamenti a Trump e legame Germania/USA
Wadephul ha ringraziato Donald Trump per il suo ruolo nel conflitto di Gaza, esprimendo fiducia nei prossimi colloqui tra Netanyahu e il presidente degli Stati Uniti.
Pur evitando esporsi con una valutazione complessiva dell’operato politico di Trump in generale, inoltre, il ministro lo ha definito «un democratico, eletto democraticamente» e ha sottolineato l’importanza di mantenere una «posizione ottimale» nei confronti dell’alleato più stretto della Germania.
La dipendenza europea dagli Stati Uniti
Secondo Wadephul, l’Europa può difendersi efficacemente solo con il sostegno degli Stati Uniti. Che si tratti del Medio Oriente o del fianco orientale della Nato, per il ministro tedesco la sicurezza europea resta inconcepibile senza l’appoggio americano.
Una considerazione, questa, che rende sicuramente comprensibile il proposito di non alienarsi il sostegno degli Stati Uniti d’America, ma che dall’altra parte riporta l’attenzione sulla necessità di riflettere su quanto l’Europa non sia ancora un’entità indipendente, forte e unita.




