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Germania: giro di vite sulla cannabis in arrivo?

Che l’Unione formata da CDU e CSU non vedesse di buon occhio la legalizzazione della cannabis in Germania era chiaro fin da prima dell’approvazione della legge. Ora è arrivato il momento che una larga parte del centro-destra tedesco aspettava per metterla in discussione. A diciotto mesi dalla legalizzazione parziale della cannabis è stata infatti presentata una prima relazione intermedia sull’efficacia, l’applicabilità e gli effetti delle nuove regole in fatto di prodotti della marijuana. I politici dell’Unione non hanno tardato a commentarla, invocando un giro di vite sui limiti per il consumo legale di cannabis in Germania, con particolare attenzione alla tutela dei minori. 

Alexander Hoffmann, capo del gruppo regionale della CSU, ha dichiarato all’Augsburger Allgemeine: “La legalizzazione della cannabis da parte del governo di coalizione ha reso un pessimo servizio alla tutela dei minori e alla sicurezza stradale in Germania”.

Il problema, secondo Hoffmann, sarebbe da ricercare nel fatto che il consumo pubblico di cannabis in Germania è intenso e frequente e avviene spesso alla presenza di minori, che quindi ne sono testimoni. Il risultato sarebbe, fra le altre cose, un aumento delle dipendenze fra i giovani. “Spero che con l’SPD sarà possibile correggere gli errori più gravi di questa legge fondamentalmente sbagliata” ha dichiarato Hoffmann

La tutela dei minori

Hendrik Streeck, virologo diventato famoso durante la pandemia e ora responsabile per le droghe del governo tedesco, ha dichiarato al Rheinische Post che, come era prevedibile, questa valutazione intermedia non basta a fornire un quadro chiaro, dal momento che ci vogliono anni per poter effettivamente misurare i cambiamenti che una legge di questo tipo provoca nella società.

Tuttavia, Streeck si è unito a Hoffmann nell’esprimere preoccupazione per gli sviluppi negativi già visibili nella tutela dei minori. La facilità nel procurarsi la cannabis, abbinata al calo nel numero di interventi precoci contro le dipendenze, costituisce, secondo il virologo, un problema. I giovani, afferma, non finiscono più davanti a un tribunale minorile se vengono sorpresi a fumare cannabis, il che vuol dire che non ricevono aiuto e si espongono ai danni che il consumo di cannabis provoca, specialmente in giovane età.

Un’altra preoccupazione espressa da Streeck riguarda il fatto che la cannabis di oggi è molto più forte rispetto a quella che circolava in passato, il che peggiorerebbe gli effetti sulla salute dei consumatori più giovani e incrementerebbe i disturbi acuti direttamente collegati al consumo. “Anche la percentuale delle importazioni e il mercato nero della cannabis terapeutica sono aumentati: sviluppi che dimostrano che la legge finora non ha raggiunto i suoi obiettivi”, ha affermato Streeck. Tra le cause vengono indicate le quantità consentite di possesso, considerate troppo elevate, e la generosa regolamentazione della coltivazione per uso personale.

Sicurezza stradale e impegno delle forze di polizia

Hoffmann ha sottolineato anche i rischi per la sicurezza stradale e l’impegno per le forze di polizia, dovuti al fatto che alcune persone si mettono al volante dopo aver consumato cannabis e rappresentano, di conseguenza, un pericolo per sé e per gli altri.

Gli agenti, di conseguenza,  si troverebbero a dover gestire controlli relativi alla guida sotto l’influenza della cannabis, mentre il consumo pubblico aumenta. Questo comporterebbe, secondo l’esponente CSU, un carico operativo significativo per le forze dell’ordine.

I risultati del rapporto degli esperti: il consumo fra i giovani non è aumentato

Il rapporto degli esperti presentato lunedì giunge alla conclusione che le associazioni di coltivatori non hanno soppiantato il mercato nero. Streeck ha però anche osservato che la tendenza al ribasso nella percentuale di giovani che consumano cannabis, già in corso, è continuata dopo la legalizzazione parziale e non si registra neppure un aumento repentino del consumo tra i giovani o gli adulti. Va anche detto, per quanto questo elemento non sia stato menzionato da Streeck né da Hommann, che il complesso e mai del tutto chiarito iter burocratico necessario per la costituzione dei cosiddetti “cannabis club” e delle associazioni di coltivatori, che dovrebbero formare la base della vendita legale di cannabis, ha fatto sì che queste realtà stentassero a partire in Germania. A oggi, sono pressoché inaccessibili ai consumatori, molti dei quali scelgono quindi di avvalersi del diritto di coltivare fino a tre piante in casa per uso personale.

Nonostante questo dato, il responsabile per le droghe ha sottolineato la necessità di interventi: “Questa legge ha urgente bisogno di maggiore chiarezza, maggiore applicabilità e, soprattutto, di un chiaro focus sulla prevenzione e sull’aiuto ai giovani. Altrimenti si andrà nella direzione sbagliata”.

L’accordo di coalizione rimanda la decisione all’autunno

Nel loro accordo di coalizione, Unione ed SPD hanno lasciato aperta la questione di come affrontare la legalizzazione parziale della cannabis. Il testo si limita ad affermare che “nell’autunno 2025 si effettuerà una valutazione aperta dei risultati della legge sulla legalizzazione della cannabis”.

La formulazione vaga riflette le diverse posizioni all’interno della coalizione, specialmente considerando che l’SPD, attualmente al governo, ne era a capo quando la legge è stata approvata. Su quali modifiche potrebbero essere introdotte, fino a questo momento, nessun esponente del governo si è espresso.

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