Berlino, maxi retata contro i clan: controllate 50 attività, dai barbieri agli Uber
Una vasta operazione di polizia ha colpito la criminalità dei clan a Berlino. Nel pomeriggio di giovedì, dogana, ufficio delle imposte e l’Ordnungsamt di Neukölln, supportati dalla 34ª unità operativa della polizia, hanno passato al setaccio circa 50 attività commerciali nei quartieri di Neukölln, Friedrichshain-Kreuzberg e Mitte.
L’azione, durata fino a tarda sera, si è concentrata su controlli fiscali, verifiche sul lavoro nero e ispezioni di locali sospettati di attività irregolari.
Maxi retata contro i clan: shisha bar e negozi sotto osservazione
Tra gli esercizi controllati figurano numerosi shisha bar e negozi specializzati in accessori per shisha e sigarette elettroniche. In passato, proprio in questi luoghi e contesto sono stati più volte sequestrati grandi quantitativi di tabacco non tassato, fonte di guadagni ingenti per la criminalità organizzata.
Barbershop, sale giochi e chiusure immediate
Gli agenti hanno ispezionato anche sale giochi e barbershop, dove a volte vengono riscontrati casi di lavoro nero, mancato pagamento del salario minimo ed evasione fiscale.
Un barbershop è stato chiuso perché il titolare non disponeva dei requisiti professionali richiesti ed è stato chiuso anche un punto vendita con distributori automatici di caffè e slot machine, perché non era presente alcun supervisore.
Controlli anche su Uber e consegne a domicilio
Parallelamente, sono stati effettuati due posti di blocco stradali, tra cui uno in Karl-Liebknecht-Straße. Le verifiche hanno riguardato autisti Uber e driver per le consegne, una categoria particolarmente esposta a condizioni di lavoro precarie.
“Mille punture di spillo”: una strategia mirata contro i clan
Secondo il Senato di Berlino, operazioni congiunte come questa fanno parte della cosiddetta «politica delle mille punture di spillo», una strategia che mira a destabilizzare le strutture della criminalità dei clan attraverso continui controlli e pressioni.
A fine giornata, le autorità hanno confermato di aver scoperto numerosi casi di lavoro nero, persone prive di permesso di soggiorno regolare e diversi episodi di evasione fiscale.




