Neonazisti aggrediscono attivisti queer sul treno. Testimoni accusano: la polizia non ci ha difesi

Violenza, paura, indifferenza delle istituzioni: questi tre elementi hanno dominato il viaggio di ritorno in treno dal Christopher Street Day di Bautzen, in Sassonia, per diversi attivisti queer e dei movimenti di sinistra, che per ore sono stati minacciati e intimiditi da decine di neonazisti berlinesi che avevano partecipato a una contro-manifestazione di estrema destra. Le azioni dei gruppi estremisti sono poi culminate in un’aggressione brutale alla stazione Ostkreuz di Berlino e solo a quel punto, secondo quanto riferito dagli attivsti presenti, la polizia è intervenuta.
L’episodio, riportato inizialmente dal quotidiano Taz, è stato molto discusso sui social e additato come esempio della crescente aggressività dei gruppi di estrema destra tedeschi, ma anche se non soprattutto dell’apparente inadeguatezza della risposta delle forze dell’ordine di fronte a situazioni di pericolo chiaramente prevedibili.
Il viaggio di ritorno degli attivisti queer si trasforma in un incubo: in treno con i neonazisti da Bautzen a Berlino dopo il CSD
Il gruppo più numeroso di estremisti, circa quaranta neonazisti berlinesi, principalmente membri dei movimenti “Deutsche Jugend Voran” e “Deutsche Patrioten Voran“, hanno viaggiato da Bautzen verso Berlino attraverso Görlitz e Cottbus dopo il CSD. Il loro comportamento minaccioso è iniziato già alla partenza.
Alla stazione di Bautzen, secondo quanto riferiscono alcuni testimoni, gli estremisti di destra avrebbero incontrato sessanta partecipanti al CSD provenienti da Berlino. Secondo testimonianze dirette, la polizia locale avrebbe tentato una separazione iniziale dei gruppi, scegliendo di allontanare con la forza gli attivisti dei movimenti di sinistra e queer dal binario e permettendo ai neonazisti di partire per primi.
I partecipanti al Pride hanno preso il treno successivo, appena dieci minuti dopo, ma al cambio di treno a Görlitz i due gruppi si sono incontrati nuovamente. E qui la situazione è degenerata molto in fretta.
I neonazisti, per allora, sarebbero stati visibilmente ubriachi. Fra loro sembra fosse presente anche uno dei leader di DJV condannato appena quattro mesi prima a oltre tre anni di reclusione per atti di violenza grave, ma che non ha ancora iniziato a scontare la sua pena.
Taz ha riportato le testimonianze di alcuni passeggeri del treno, che parlano di minacce e urla provenienti dal gruppo dei neonazisti, alcuni dei quali sarebbero rimasti a volto coperto, mentre gli unici due poliziotti presenti osservavano la scena senza intervenire. A un certo punto sarebbero sopraggiunti altri agenti, ma la loro presenza non sarebbe stata particolarmente utile a calmare le acque. Inizialmente, sembra che la polizia voleva far partire entrambi i gruppi sullo stesso treno senza nessuna forma di scorta o di sorveglianza, ma una dipendente della compagnia ferroviaria avrebbe contrastato questa decisione. Quando un agente le ha chiesto quale gruppo dovesse essere espulso, la scelta è caduta sugli estremisti di destra. Ma anche questa separazione si è rivelata temporanea.
Fermata successiva: Cottbus
A Cottbus, riferiscono i testimoni, nonostante i precedenti eventi violenti, alla stazione non erano presenti le forze dell’ordine, ma solo neonazisti locali ad accogliere i loro “camerati” berlinesi.
Nel treno in attesa, tutti gli altri passeggeri, avvertiti della presenza dei nazisti, si erano intanto barricati nell’ultimo vagone. “Speravamo che la polizia federale salisse a bordo e ci aiutasse in qualche modo”, ha raccontato, sempre a Taz, un testimone oculare. “Ma ci hanno lasciato soli.”
L’unica persona che ha garantito un minimo di sicurezza è stata, ancora una volta, una delle dipendenti delle ferrovie, che lavorava su quel treno e che ha chiuso le porte tra i vagoni, impedendo ai neonazisti di raggiungere le loro potenziali vittime. Fino a Berlino, gli estremisti hanno cercato ripetutamente di forzare il passaggio, senza riuscirci.
L’aggressione a Ostkreuz: violenza annunciata?
La loro frustrazione è quindi esplosa alla stazione Ostkreuz. Due giovani fotografi che avevano risposto alla richiesta di aiuto lanciata sui social dai partecipanti al CSD sono stati brutalmente aggrediti. Calci e pugni si sono abbattuti su di loro, prima che la polizia decidesse di intervenire.
I fotografi avevano chiesto agli agenti di accompagnarli verso il treno con i neonazisti, ma gli agenti avrebbero risposto che non erano lì per garantire la loro sicurezza personale. Solo dopo l’aggressione la polizia ha fermato dodici dei neonazisti responsabili.
Nel frattempo, ad Alexanderplatz si erano radunati spontaneamente circa duecento antifascisti per garantire la sicurezza dei partecipanti al CSD di ritorno a Berlino. La folla, radunata sulla banchina, sarebbe riuscita a impedire agli estremisti di destra di scendere dal treno. Il Tagesspiegel riferisce di una storia Instagram pubblicata da uno dei neonazisti, che lamenta come il gruppo antifa fosse più numeroso del suo, all’arrivo in stazione, e incita con termini volgari e violenti alla “distruzione” degli antifascisti. Anche in questo caso, alcuni testimoni accusano le forze dell’ordine di aver eseguito più controlli sui militanti della sinistra, in alcuni casi inseguendoli e gettandoli a terra, che non sui neonazisti che avevano manifestato a più riprese intenti aggressivi e violenti.
Altre vittime della violenza: coppia queer fugge dal treno
Un episodio parallelo illustra perfettamente quanto fosse pericolosa la situazione. Il quotidiano Taz ha racconto la testimonianza anonima di una donna che racconta di essere salita quel pomeriggio a Görlitz su un treno regionale diretto a Hoyerswerda. A bordo, dichiara, c’era un gruppo di circa dodici neonazisti, anch’essi provenienti da Bautzen e diretti a Berlino.
Sul treno viaggiava una coppia queer con una bandiera trans e i neonazisti li avrebbero immediatamente identificati come attivisti e presi di mira con insulti e minacce. Alla prima fermata utile, la coppia sarebbe scappata precipitosamente dal treno tra le urla degli estremisti. Durante il cambio a Hoyerswerda, inoltre, i neonazisti avrebbero continuato a insultare altre persone e a faro suonare canzoni razziste dai propri dispositivi.
La testimone riferisce di aver chiamato la polizia e che le forze dell’ordine abbiano effettivamente raggiunto i neonazisti, limitandosi però a controllare i loro documenti e per poi permettere loro di ripartire senza accompagnarli.
Perché un uomo con una condanna passata in giudicato era presente alla contromanifestazione di Bautzen
Diverse migliaia di persone hanno partecipato domenica al Christopher Street Day di Bautzen. Come l’anno precedente, la manifestazione per i diritti queer è stata accompagnata da un’aggressiva contro-manifestazione neonazista. Hanno partecipato soprattutto gruppi giovanili neonazisti fondati lo scorso anno, tra cui vari esponenti di Berlino e Brandeburgo.
Il gruppo “Deutsche Jugend voran”, responsabile di diversi attacchi violenti contro oppositori politici, era ben rappresentato. Uno dei leader, nonostante la condanna a oltre tre anni di reclusione pronunciata ad aprile dal tribunale regionale di Berlino, era presente a Bautzen e ha fatto parte del gruppo che ha aggredito i fotografi a Ostkreuz.
Il tribunale lo aveva condannato per aggressione, in due casi separati, ai danni persone identificate come di sinistra a causa dei simboli sui loro vestiti. Entrambi gli episodi si sono verificati nel quartiere berlinese di Marzahn. Tuttavia, il capo dell’organizzazione è ancora in libertà. Inizialmente il giudice gli aveva concesso alcune settimane per risolvere problemi familiari prima dell’inizio della detenzione. Successivamente, la procura ha presentato ricorso contro la sentenza, poi ritirato.
Dietro questa decisione si nasconde presumibilmente il calcolo delle autorità: il gruppo “Deutsche Jugend voran” è più facile da indagare finché il leader rimane in libertà.




