Rifugiati cucinano per i senzatetto a Berlino: il progetto di beneficenza che unisce solidarietà e integrazione

Nel cuore di Berlino, un’iniziativa di beneficenza sta dimostrando come la solidarietà possa superare le barriere culturali e sociali. Il progetto “I rifugiati cucinano per i senzatetto” rappresenta un modello innovativo di integrazione sociale, dove persone con esperienze spesso drammatiche di fuga da altri Paesi preparano pasti caldi per chi vive in strada, creando un circolo virtuoso di mutuo aiuto nella capitale tedesca.
La solidarietà trova casa a Kreuzberg
Il ristorante Kreuzberger Himmel, situato su Mehringdamm, costituisce il centro operativo di questa iniziativa benefica. La struttura, gestita principalmente da rifugiati e persone con background migratorio, mantiene la propria attività commerciale regolare mentre dedica parte delle proprie risorse alla preparazione di pasti destinati ai senzatetto di Berlino.
Il team guidato da Bakri Kamurghi, rifugiato siriano, prepara quotidianamente circa 400 pasti caldi al mese per chi ne ha più bisogno e, almeno per il momento, non è previsto un termine per questa attività. L’operatività del ristorante non viene compromessa dall’offerta di pasti gratuiti, ma anzi si arricchisce di un significato sociale più profondo, trasformando uno spazio commerciale in un luogo di solidarietà attiva.
La rete di supporto: Oliver Rihs e l’associazione Be an Angel
Dietro il successo del progetto si trova una solida rete di supporto istituzionale e finanziario. Il produttore cinematografico svizzero Oliver Rihs, attivo nel campo della beneficenza da circa 15 anni, finanzia personalmente l’iniziativa utilizzando il proprio patrimonio per generare un impatto sociale significativo.
L’associazione Be an Angel e.V., co-promotrice del progetto, si dedica specificamente al supporto dei rifugiati e ha fondato il Kreuzberger Himmel nel 2018. Questa organizzazione rappresenta il collegamento istituzionale che garantisce continuità e professionalità all’iniziativa, assicurando che le attività si svolgano secondo standard elevati.
La collaborazione tra il finanziatore privato e l’associazione specializzata crea un modello di governance misto che combina risorse private e competenze settoriali, garantendo sostenibilità ed efficacia operativa.
Un progetto che arriva dove c’è bisogno
L’organizzazione logistica del progetto prevede una distribuzione capillare dei pasti attraverso diversi punti strategici di Berlino. Ogni mercoledì, giovedì e venerdì, i senzatetto possono ritirare i pasti caldi presso locations specifiche, tra cui una chiesa nella Urbanstraße, un punto nella Gitschiner Straße e la Taborkirche a Kreuzberg, vicino a Schlesisches Tor.
Il progetto attuale rappresenta la seconda fase di un’iniziativa che ha dimostrato la propria efficacia durante il periodo più critico della pandemia di coronavirus. Tra marzo 2020 e aprile 2021, la prima fase ha comportato la preparazione e distribuzione di oltre 70.000 pasti per i senzatetto in diverse zone di Berlino.
Durante quel periodo, il progetto ricevette finanziamenti dal Senato di Berlino, da Aktion Mensch e da donazioni private, dimostrando la capacità di mobilitare risorse diverse per affrontare l’emergenza sociale. Il coronavirus aveva creato condizioni particolarmente difficili per i senzatetto, molti dei quali si trovavano in strada senza protezioni adeguate.
Bakri Kamurghi ricorda come i beneficiari mostrassero particolare gratitudine per l’offerta di pasti caldi in un momento di generale incertezza e paura. Questa esperienza ha fornito le basi operative e relazionali per la ripresa dell’iniziativa nella forma attuale.
Il contesto sociale: i numeri della povertà abitativa a Berlino
L’iniziativa si inserisce in un contesto sociale caratterizzato da significative problematiche legate alla povertà abitativa. Attualmente, Berlino conta circa 55.000 persone senza fissa dimora.
Di questo totale, circa 6.000 persone vivono direttamente per strada, mentre circa 47.000 sono alloggiate in varie strutture di accoglienza. Ulteriori 2.000 persone sono classificate come senzatetto non noti, ovvero individui che trovano sistemazioni temporanee presso amici o conoscenti ma non sono state, fino a ora, costrette a vivere in strada.
Parallelamente, si registra una tendenza al calo delle donazioni, fenomeno che rende ancora più significative iniziative private come quella del Kreuzberger Himmel. La diminuzione delle risorse disponibili amplifica l’importanza di progetti sostenibili e continuativi.
Il progetto coinvolge rifugiati e senzatetto contro i pregiudizi
Il progetto risponde direttamente a una narrativa politica che contrappone l’assistenza ai rifugiati con quella ai senzatetto locali. Oliver Rihs riconosce esplicitamente questa dinamica, riferendosi alle obiezioni sollevate da alcuni settori politici, inclusa AfD, secondo cui non è opportuno occuparsi dei rifugiati, poiché “non siamo nemmeno in grado di provvedere ai senzatetto locali”.
L’iniziativa dimostra invece come sia possibile creare sinergie tra diverse forme di assistenza sociale, dove chi ha ricevuto aiuto diventa a sua volta fonte di supporto per altri in difficoltà. Questo approccio previene pregiudizi e conflitti sociali, mostrando concretamente come l’integrazione possa generare valore per l’intera comunità.
La dimensione educativa del progetto si estende oltre la semplice distribuzione di pasti, contribuendo a modificare percezioni e atteggiamenti nei confronti sia dei rifugiati che dei senzatetto.




