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“Siete come Orbán”: l’opposizione attacca il governo tedesco sui respingimenti

I deputati dei Verdi e della Sinistra hanno chiesto al Bundestag di bloccare il programma di respingimento dei migranti lungo le frontiere tedesche, introdotto dal Ministro dell’Interno Alexander Dobrindt (CSU). Durante il dibattito parlamentare di giovedì, l’opposizione ha messo sotto accusa il governo nero-rosso, chiedendo la sospensione immediata dell’ordine per riportare le operazioni nei limiti della legalità e paragonando il nuovo governo tedesco a quello ungherese di Viktor Orbàn.

Respingimento dei migranti, l’opposizione al governo: “I tribunali vi stanno dando torto”

Sullo sfondo, c’è la recente sentenza del tribunale amministrativo di Berlino, che ha dichiarato illegali i respingimenti di tre cittadini somali, effettuati senza seguire la procedura stabilita dal Regolamento di Dublino.

Britta Haßelmann, capogruppo dei Verdi al Bundestag, ha criticato sia il ministro dell’Interno che l’esecutivo per aver minimizzato la portata del pronunciamento dei giudici e ha definito “assurda” la decisione di Dobrindt di non rivedere la sua linea politica nonostante la pronuncia del tribunale.

Le critiche hanno colpito anche il cancelliere federale, accusato di aver generato “irritazione profonda” tra i Paesi vicini con decisioni unilaterali che si stanno rivelando giuridicamente fragili. La deputata dei Verdi ha inoltre definito la politica di Merz nient’altro che una serie di “grandi promesse” che si starebbero rivelando inefficaci, promosse attraverso una strategia comunicativa “populista” destinata a fallire, perché finalizzata esclusivamente ad attrarre consenso. Haßelmann ha puntato il dito anche contro l’SPD, accusando i socialdemocratici di essere rimasti passivi rispetto alla sentenza del tribunale.

Il governo di Friedrich Merz. Foto: Martin Rulsch, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

La Linke: “Politiche simili a quelle di Viktor Orbàn

A rincarare la dose Clara Bünger, deputata della Linke, che ha descritto la sentenza del tribunale come un “colpo” assestato al governo, e l’ordine di Dobrindt come una deliberata violazione delle leggi europee e dei diritti fondamentali, definendolo un “precedente pericoloso” che richiama l’erosione delle democrazie liberali, con riferimenti espliciti all’esempio di Viktor Orbán in Ungheria.

Bünger ha inoltre sottolineato il fatto che, dopo appena quattro settimane dal suo incarico, una sentenza abbia già “bocciato” la politica del ministro, accusandolo di aver “inventato un’emergenza ingiustificata” e suggerendo che “dovrebbe chiedere scusa” per questo. Anche Marcel Emmerich, rappresentante dei Verdi, si è allineato a Bünger nel paragonare il ministro dell’Interno tedesco a leader autoritari come Orbán e Trump.

Orbàn
Il primo ministro ungherese Viktor Orbàn Foto: EPA-EFE/MARTIN DIVISEK

Il governo si difende: “La Germania è la principale destinazione dell’immigrazione irregolare”

Naturalmente il governo ha difeso le misure adottate. Alexander Throm, esponente della CDU, ha sottolineato che la Germania è la destinazione principale dell’immigrazione irregolare da anni e che la politica dei respingimenti mira a ridurre il numero di ingressi non autorizzati.

Throm ha inoltre criticato il Regolamento di Dublino, considerandolo inefficace e sbilanciato. A suo avviso, il sistema attuale porta la Germania a gestire una quantità sproporzionata di procedure d’asilo rispetto agli altri stati membri dell’Unione Europea, con numeri che, secondo le proiezioni, saliranno ulteriormente nel 2024.

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