AperturaPoliticaPolitica internazionalePolitica Tedesca

Germania: stop ai fondi per i soccorsi in mare. Verdi: “decisione fatale”

Il governo tedesco ha deciso di interrompere sostegno finanziario alle organizzazioni civili impegnate nel soccorso marittimo nel Mediterraneo. Fra le tante novità emerse dai piani di bilancio elaborati dal Ministero delle Finanze guidato da Lars Klingbeil (SPD), questa è senza dubbio una delle più controverse: lo stop ai fondi per i soccorsi in mare colpirà diverse associazioni non governative attualmente impegnate nel salvataggio di coloro che rischiano l’annegamento durante i viaggi disperati che partono dalle coste settentrionali dell’Africa. 

La Germania supportava i soccorsi in mare dal 2022

Dal 2022, la Germania destinava due milioni di euro all’anno a sostenere le attività di salvataggio in mare. All’inizio del 2025, prima della definizione del bilancio annuale, erano stati già erogati quasi 900.000 euro a cinque organizzazioni attive nel settore. Secondo le comunicazioni ministeriali, tuttavia, non sono previsti ulteriori stanziamenti per il futuro.

I beneficiari principali di questi fondi includevano organizzazioni riconosciute a livello internazionale come SOS Humanity, SOS Méditerranée, RESQSHIP, Sea-Eye e Sant’Egidio. Queste realtà operano nelle acque del Mediterraneo centrale, dove si concentrano i flussi migratori provenienti dall’Africa settentrionale diretti verso l’Europa, spesso attraverso imbarcazioni inadeguate e in condizioni di estremo pericolo. Alle piccole imbarcazioni e alle persone che da esse cadono in mare, spesso danno la caccia le motovedette della guardia costiera libica, ma la reazione più comune fra i naufraghi, alla presenza delle forze di Tripoli, è quella di gettarsi in acqua e tentare di lasciarsi annegare. Sui centri di detenzione dei migranti in Libia, infatti, circolano informazioni preoccupanti, che è difficile confermare per l’impossibilità di osservatori esterni e organizzazioni umanitarie di esaminare opportunamente le strutture. Diversi sopravvissuti, tuttavia, parlano di veri e propri lager e riferiscono di aver subito torture e assistito a omicidi.

La posizione dell’Unione: i soccorsi in mare aiutano gli scafisti

L’opposizione conservatrice aveva espresso da tempo la propria netta contrarietà al finanziamento pubblico delle attività di soccorso marittimo. La CDU/CSU aveva formulato accuse specifiche nei confronti delle organizzazioni umanitarie, sostenendo che le loro operazioni facilitassero indirettamente le attività dei trafficanti di esseri umani e promuovessero la migrazione irregolare verso l’Europa. Il fatto che i naufraghi potessero sperare di non annegare durante la traversata, qualora avessero incontrato una nave delle organizzazioni umanitarie di soccorso, sarebbe da considerarsi, secondo i promotori di questa posizione, un fattore di attrazione per la migrazione irregolare.

Johann Wadephul, attuale ministro degli Esteri federale e in precedenza esperto di affari esteri dell’Unione, aveva già nel 2023 richiesto la cessazione di questo tipo di sostegno. Nelle sue dichiarazioni pubbliche, Wadephul aveva argomentato che “le organizzazioni di soccorso permettono alle disumane bande di trafficanti di fare affari”, seppur in modo involontario, concludendo che “i soldi dei contribuenti tedeschi non dovrebbero essere usati per questo scopo”.

Il finanziamento alle organizzazioni di soccorso era stato implementato durante il mandato della ministra degli Esteri Annalena Baerbock (Verdi).

Le reazioni dell’opposizione e delle ONG: decisione fatale, le vite umane devono valere più degli armamenti

Gorden Isler, presidente dell’organizzazione Sea-Eye, ha espresso una netta opposizione alla decisione dell’esecutivo. Nella sua dichiarazione, Isler ha sottolineato come da dieci anni le organizzazioni civili stiano “colmando il vuoto nel Mediterraneo che dovrebbe essere colmato dagli Stati europei, e quindi anche dalla Germania”.

Il presidente di Sea-Eye ha evidenziato le conseguenze pratiche della decisione: “Ora potrebbe accadere che, nonostante le emergenze in mare, dovremo rimanere in porto”. Ha inoltre lanciato un appello ai deputati dei partiti democratici del Bundestag, chiedendo il mantenimento del sostegno al soccorso civile in mare e sottolineando che “la protezione delle vite umane e dei diritti umani non può essere meno importante in Germania dei massicci investimenti nell’armamento”.

La capogruppo dei Verdi Britta Haßelmann ha definito la sospensione del sostegno finanziario “una decisione fatale da parte dell’Unione e dell’SPD”. Secondo Haßelmann, questa scelta aggraverà la crisi umanitaria nel Mediterraneo e causerà ulteriori vittime. La deputata ha esortato i partiti di governo a revocare il taglio ai fondi e a continuare il finanziamento del soccorso civile in mare, definendo tale attività “un dovere umanitario e giuridico”.

Britta Hasselmann
Britta Haßelmann Foto: © Studio Kohlmeier

Jamila Schäfer, dello stesso partito, ha argomentato che l’eliminazione dei finanziamenti non ridurrà la migrazione ma renderà più letali le rotte di fuga. Ha paragonato il soccorso marittimo ai servizi di emergenza terrestri: “Paghiamo i vigili del fuoco per salvare vite sulla terraferma. Non dovremmo nemmeno lasciare che la gente anneghi in mare”.

In un anno oltre 2.500 morti nel Mediterraneo

La decisione di interrompere i finanziamenti pubblici avrà conseguenze dirette sulla capacità operativa delle organizzazioni di soccorso. La già citata Sea-Eye, fondata nel 2015 e finanziata principalmente attraverso donazioni private, per esempio, ha beneficiato per la prima volta del sostegno statale nel 2022. Questo supporto finanziario ha permesso all’organizzazione di compensare l’aumento dei costi operativi, inclusi carburante, diritti di ormeggio e personale sia a bordo che a terra, garantendo una presenza costante delle navi di soccorso nella zona di operatività.

Il contesto umanitario nel quale si inserisce questa decisione è particolarmente critico. Secondo i dati dell’IOM Missing Migrants Project, solo l’anno scorso oltre 2.500 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo durante tentativi di attraversamento.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio