Annalena Baerbock eletta presidente dell’Assemblea generale ONU
Annalena Baerbock, ex Ministra degli Esteri tedesca, è stata eletta Presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite (ONU) durante la seduta plenaria tenutasi lunedì a New York. La quarantaquattrenne esponente dei Verdi tedeschi ha ottenuto 167 voti dai membri dell’organo principale delle Nazioni Unite, in un’elezione per cui era l’unica candidata in corsa per il mandato annuale.
Non è strano che per questa carica si presenti un solo candidato, così come è previsto che i votanti possano astenersi o scrivere un altro nome sulla scheda elettorale. Il voto, nonostante il risultato pressoché scontato, si è svolto comunque attraverso votazione segreta, modalità richiesta da uno Stato membro – secondo fonti diplomatiche, la Russia. La prassi standard dell’assemblea plenaria prevede normalmente la ratifica per acclamazione i candidati, che arrivano alla nomina senza oppositori, ovvero attraverso consenso generale senza ricorrere a elezioni formali.
La controversia: Annalena Baerbock candidata all’Assemblea Generale dell’ONU all’ultimo momento, ha scalzato la ex presidente OCSE
In questo caso, 167 membri dell’assemblea hanno votato a favore di Baerbock, 14 si sono astenuti e sette hanno invece scritto sulle schede il nome di Helga Schmid. Proprio Schmid, infatti, era in lizza per questa posizione prima che Baerbock, una volta che le elezioni tedesche di febbraio avevano decretato la fine del suo ruolo come Ministra degli Esteri del governo tedesco, venisse presentata come unica candidata, in corsa e a relativamente poco tempo dall’elezione.
Questa scelta ha suscitato malumori fra coloro che sostengono che Schmid, diplomatica, ex Segretaria Generale dell’OCSE e del Servizio Europeo per l’Azione Esterna (SEAE), fosse più adatta a ricoprire questo ruolo. Anche la Russia era favorevole all’elezione di Schmid, così come è invece ostile alla nomina di Baerbock, per via delle posizioni estremamente dure che quest’ultima ha assunto nei confronti della Russia durante il suo ministero, in particolare dopo l’inizio della guerra contro l’Ucraina. Mosca aveva per questo manifestato apertamente la propria contrarietà nei confronti della candidatura di Baerbock, definendola inadeguata e accusandola di “evidenti pregiudizi”.
Come funziona l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite
La carica presidenziale dell’Assemblea generale rappresenta una funzione principalmente protocollare, distinta dal ruolo del Segretario generale delle Nazioni Unite, che rimane occupato da António Guterres. L’assemblea è il più esteso organismo delle Nazioni Unite, ma è considerato meno potente del Consiglio di Sicurezza (il quale è formato da 15 membri con cinque poteri di veto, considerato significativamente più influente). Quest’ultimo, per esempio, può emanare risoluzioni vincolanti secondo il diritto internazionale, mentre le decisioni politiche dell’Assemblea generale assumono frequentemente valore simbolico e si considerano il riflesso dell’opinione pubblica su scala globale. Le competenze della Presidente includono la direzione delle riunioni dell’Assemblea generale e la determinazione delle procedure e degli ordini del giorno. Tali responsabilità potrebbero conferire ad Annalena Baerbock un’influenza circoscritta sui processi decisionali, inclusa l’elezione del prossimo Segretario generale dell’ONU prevista per l’anno successivo. I rapporti diretti con i ministri degli Esteri internazionali e i capi delle rappresentanze diplomatiche presso le Nazioni Unite a New York dovrebbero facilitare questo ruolo.
Le priorità di Baerbock: crisi climatica e parità di genere
A maggio, in preparazione a questa elezione, Baerbock aveva annunciato l’intenzione di servire equamente tutti i 193 Stati membri come Presidente, con l’intenzione di adottare atteggiamento di ascolto e apertura, puntando a essere un elemento di armonia e unità fra gli Stati membri. Le priorità del suo mandato saranno la risposta alla crisi climatica, gli obiettivi di sostenibilità tracciati dalle Nazioni Unite e l’uguaglianza di genere. L’Assemblea, tuttavia, dovrà confrontarsi in questi anni anche con altri problemi, soprattutto relativi alle risorse che ha a disposizione e che risentiranno in modo marcato dei tagli drastici operati dall’amministrazione Trump. Baerbock ha infatti anche comunicato l’obiettivo di promuovere riforme e ottimizzare l’utilizzo delle risorse dell’Assemblea
Il Ministero degli Esteri tedesco aveva espresso fiducia nel sostegno maggioritario verso Baerbock durante le ore precedenti la votazione di lunedì pomeriggio. Un portavoce ministeriale aveva dichiarato l’assenza di dubbi sull’elezione della candidata alla presidenza dell’Assemblea generale per l’ottantesima sessione, sottolineando il riconoscimento e la stima internazionale di cui gode presso i partner diplomatici.
Il supporto della maggioranza degli Stati membri si era già manifestato nelle settimane precedenti. Cina, Brasile e Sudafrica avevano addirittura offerto personale per il futuro team di lavoro di Baerbock. L’insediamento ufficiale è programmato per il 9 settembre, in prossimità del dibattito generale dell’Assemblea generale.



