Germania, espulsa famiglia siriana. Bambina di 10 anni prelevata a scuola

Qualche giorno fa, in Sassonia-Anhalt, ha destato scalpore il tentativo di espellere dalla Germania una famiglia siriana, dopo che una bambina di 10 anni è stata prelevata da una scuola elementare di Naumburg.
Nonostante le critiche arrivate da più lati, la ministra degli interni del Land Tamara Zieschang e il presidente di distretto Götz Ulrich, entrambi appartenenti alla CDU, hanno difeso l’operazione sostenendo che non fosse contraria ad alcuna legge, né del governo federale, né del Land.
Sassonia-Anhalt, famiglia siriana espulsa. Prelevata a scuola una bimba di 10 anni
Secondo quanto riportato dal quotidiano die Welt, Ulrich ha dichiarato che prelevare a scuola un alunno per motivi legati all’espulsione non è illegale, purché rappresenti un’azione indispensabile. Ha precisato che tali interventi non ledono la dignità umana, anche se avvengono sotto lo sguardo di alunni e insegnanti.
Zieschang ha dichiarato che le scuole non possono essere considerate zone esterne all’applicazione delle regole e che le operazioni sono state eseguite secondo la legge e con sensibilità e misura. Ha chiarito che il prelievo di alunni da scuola è sempre l’ultima opzione, messa in atto solo dopo un’attenta valutazione delle circostanze e nel rispetto del principio di proporzionalità, e che in questo caso era inevitabile. Ha poi aggiunto che gli agenti non hanno avuto accesso diretto alle aree interne della scuola, come le aule o la palestra, ma che è stato il personale scolastico ad accompagnare la bambina fuori dall’edificio. “In nessun caso è stata applicata costrizione diretta” ha sottolineato la ministra.
Secondo le autorità, la scelta di prelevare due dei cinque figli della famiglia siriana da scuola sarebbe dovuta al comportamento dei genitori. Questi sarebbero stati reperibili nel loro appartamento solo in una fascia oraria compresa tra le 7:00 alle 15:00, periodo in cui i bambini si trovavano a scuola.
La famiglia è al momento irreperibile
La famiglia, già titolare dell’asilo in Bulgaria, risulta irreperibile dal 20 maggio. L’operazione di espulsione sarebbe fallita perché il padre della piccola si sarebbe opposto al momento dell’imbarco su un volo, all’aeroporto di Francoforte sul Meno.
L’episodio ha sollevato critiche da parte di organizzazioni come il Consiglio dei Rifugiati e il sindacato dell’educazione e della scienza (GEW). La commissaria per l’integrazione del Land, Susi Möbbeck (SPD), ha commentato affermando che gli istituti scolastici dovrebbero rappresentare luoghi sicuri, “dove fiducia ed educazione sono al centro”.




