Le nuove politiche “anti-woke” e “anti-queer” dell’amministrazione di Donald Trump stanno avendo un impatto anche sui Pride di Berlino e Colonia. Importanti sponsor americani che da anni finanziavano le due manifestazioni, infatti, hanno ritirato i fondi, che ammontano a centinaia di migliaia di euro.
Le due città tedesche, tuttavia, ribadiscono il loro impegno, pur dovendo fare improvvisamente i conti con ingenti vuoti finanziari.
Sponsor americani in ritirata: meno 200.000 euro per il CSD di Berlino
A Berlino, la situazione è critica. il Berliner CSD e.V., organizzatore del Pride della capitale, deve infatti affrontare un buco di circa 200.000 euro, dopo il ritiro di diversi sponsor stranieri. Lo ha confermato con un comunicato stampa uscito mercoledì mattina, in risposta a una domanda del quotidiano Berliner Zeitung.
“Poco prima dell’inizio del Pride Summer, il Berliner CSD e.V. si trova di fronte a una sfida esistenziale: diverse aziende (internazionali) hanno ridotto significativamente il loro impegno con il CSD di Berlino. Questo è legato agli sviluppi politici, al clima sociale nei confronti della comunità queer e alla situazione economica. In totale, mancano quindi circa 200.000 euro di entrate previste” si legge nel comunicato.
Marcel Voges, membro del consiglio direttivo, ha spiegato che i detrattori sperano in un Pride ridimensionato o, addirittura, cancellato del tutto. “Succederà l’esatto contrario. Proprio ora è più importante che mai mostrare la nostra presenza. Per questo ci sarà sempre un CSD di Berlino” ha ribadito Voges, promettendo un Pride “combattivo, rumoroso e visibile”.
Thomas Hoffmann, anche lui nel direttivo del Berliner CSD e.V., ha inoltre sottolineato quanto sia essenziale il sostegno a lungo termine, non solo per la manifestazione, ma per tutti i progetti collegati che promuovono inclusione e diritti e che questi tagli potrebbero andare a colpire. “Abbiamo bisogno della solidarietà concreta della comunità. Ogni donazione aiuta”, ha dichiarato.

Anche il Pride di Colonia colpito dalla crisi degli sponsor
La ritirata degli sponsor americani si è fatta sentire anche al CSD di Colonia, uno dei più grandi Pride europei, con oltre 1,2 milioni di visitatori, l’anno scorso. Hugo Winkels, del Cologne Pride, ha confermato che, nonostante il calo di finanziamenti e il vuoto lasciato da aziende di rilievo, la parata di quest’anno non è a rischio.
Winkels ha evidenziato il peso del finanziamento privato per la riuscita dell’evento, paragonando la situazione alla contrazione dei diritti LGBTQ registrata negli Stati Uniti durante l’amministrazione Trump. Auspicando che non si percorra la stessa strada.
Un test di solidarietà verso la comunità LGBTQ+, tra diritti ribaditi e maschere cadute
In entrambi i casi, Berlino e Colonia si trovano di fronte a una sfida che va ben oltre i numeri. Con la ritirata degli sponsor americani, per gli organizzatori sta diventando sempre più evidente chi si schiera realmente dalla parte della comunità queer. Gli organizzatori non intendono arretrare, ma invocano un supporto attivo sempre più importante, per mantenere viva la voce dei Pride nel panorama internazionale.
Il pride tedesco si chiama CSD e cioè Christopher Street Day nel ricordo dei famosi moti di Stonewall, che hanno segnato la nascita del movimento LGBTQIA+. Questi moti, che nacquero come reazione agli assalti della polizia, ebbero luogo proprio in Christopher Street, a New York, nel 1969.




