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Origine del Covid19: l’intelligence tedesca potrà non divulgare le informazioni

Il Tribunale Amministrativo Federale di Lipsia ha stabilito che il Bundesnachrichtendienst (BND), l’agenzia di intelligence federale tedesca, non dovrà fornire ai media informazioni sulle sue indagini relative all’origine del Covid19.

La sentenza, identificata dal codice BVerwG 10 VR 3.25, arriva in risposta a una richiesta di una casa editrice, convinta che il servizio segreto estero tedesco disponesse, fin dal 2020, di informazioni e valutazioni sull’origine del virus in un laboratorio cinese. La casa editrice metteva inoltre in dubbio la tempestività con cui queste informazioni sarebbero state condivise con il governo tedesco.

L’intelligence tedesca non dovrà rivelare le sue informazioni sull’origine del Covid19

Il verdetto tocca un tema spinoso: il difficile equilibrio tra sicurezza nazionale, segretezza delle fonti e diritto dell’informazione.

I giudici hanno rigettato la richiesta avanzata dalla casa editrice, stabilendo che il diritto all’informazione ai sensi della legge sulla stampa è precluso da interessi pubblici prevalenti.

Tra le motivazioni presentate dal BND e accolte dal tribunale di Lipsia, spicca inoltre il timore che la pubblicazione di certe informazioni potesse compromettere l’efficacia operativa dell’agenzia, ma soprattutto le relazioni internazionali della Germania, in particolare quelle diplomatiche con la Cina.

Il caso rilancia il dibattito sul bilanciamento tra trasparenza e riservatezza, soprattutto in contesti che coinvolgono la sicurezza nazionale. Questa sentenza rappresenta quindi uno spunto interessante per una riflessione su come vadano bilanciati il diritto di accesso della stampa a informazioni sensibili di rilevanza pubblica e la tutela dell’interesse nazionale, specie in situazioni di crisi.

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