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Terminata la pulizia della Porta di Brandeburgo: efficace o solo apparente?

I turisti che passano oggi davanti alla Porta di Brandeburgo, monumento fra i più celebri di Berlino, sono destinati a restare delusi. La celebre porta, sormontata dal complesso scultoreo del Carro della Vittoria, è infatti “impacchettata”, fra impalcature e teloni che non lasciano intravedere nulla del maestoso complesso di arenaria. Perché proprio questo è stato il problema delle ultime settimane: l’arenaria. Si tratta infatti di una pietra estremamente porosa, nella quale la tinta color arancione acceso, spruzzata dagli attivisti di Ultima Generazione, era penetrata molto in profondità. Ora, però, sembra che i lavori di pulizia della Porta di Brandeburgo siano finalmente terminati – anche se non è chiaro quanto “completa” tale operazione di pulizia sia stata.

I due attacchi di Letzte Generation

Era il 17 settembre quando alcuni attivisti, armati di estintori modificati e trasformati, di fatto, in gigantesche bombolette spray, hanno spruzzato vernice sulle colonne del monumento. È stata anche la prima volta che un attacco di Letzte Generation ha davvero danneggiato un manufatto di valore artistico e culturale: fino a quel momento, il gruppo si era reso celebre per attacchi a opere d’arte anche molto note, i quali però si erano limitati a imbrattare i vetri protettivi dei quadri, evitando accuratamente le opere prive di superfici di protezione. Anche i graffiti erano sempre stati facilmente lavabili.


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Un mese dopo c’è stato un secondo attacco, sempre a base di vernice, ma questa volta senza estintori.

vernice sulla Porta di Brandeburgo 1
Foto: Letzte Generation

La pulizia della Porta di Brandeburgo: fra acqua calda e “maquillage

Ripulire la Porta di Brandeburgo, invece, si è rivelata una sfida costosa e complessa, che ha richiesto settimane di sforzi da parte dei migliori professionisti del settore, con costi non indifferenti. I primi tentativi di rimuovere il colore tramite idropulitrici a pressione e acqua calda hanno dato risultati deludenti e solo parziali, poiché il colore era penetrato troppo a fondo nello spessore delle colonne. Per questo motivo, in seguito, è stato adottato un metodo chimico che prevedeva l’applicazione di una pasta sulla pietra, per riportarla all’aspetto originario. Questo vuol dire che, in profondità, le particelle di colore sono probabilmente ancora presenti, per quanto non siano visibili.

Le motivazioni degli attivisti per il clima

L’attacco alla Porta di Brandeburgo è stato motivato da Ultima Generazione con l’intenzione di sensibilizzare sull’emergenza climatica, lasciando una traccia permanente, che tutti potessero vedere e che ricordasse alla popolazione la gravità della catastrofe climatica e il fallimento del governo tedesco nell’affrontarla. Il gruppo ha anche annunciato l’intenzione di colpire nuovamente proprio la Porta di Brandeburgo. Proprio per scongiurare ulteriori danni, la speciale vernice protettiva “anti-graffiti”, che prima veniva applicata solo nella parte più bassa del monumento, per difenderlo dai vandali, sarà ora applicata non solo ad altezza d’uomo, ma su tutta la lunghezza delle colonne, proprio per evitare che ulteriori attacchi con estintori o altri strumenti a pressione possano danneggiare in modo permanente ila struttura. Per farlo, però, è necessaria una temperatura superiore agli zero gradi – il che richiederà ancora qualche giorno di attesa, considerato il gelo che ha investito Berlino in questi giorni.

Nonostante il clima polare delle ultime settimane, tuttavia, il resto del lavoro di pulizia è stato condotto senza particolari problemi. Ulteriori attacchi, nel frattempo, sono scongiurati anche grazie alla massiccia presenza delle forze dell’ordine su Pariser Platz, la piazza antistante la Porta di Brandeburgo, dove, in questo momento, si trova un enorme candelabro per la celebrazione della festività ebraica di Hanukkah, che si teme possa essere a sua volta oggetto di attacchi, motivati dalle tensioni geopolitiche internazionali di questo periodo.

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