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Baerbock al G20 cerca consensi sull’Ucraina. Atteso intervento di Lavrov

La ministra degli esteri tedesca Annalena Baerbock (Verdi), atterrata giovedì a Nuova Delhi per l’incontro dei ministri degli esteri al G20, ha presentato un’agenda ampia, con alcuni inevitabili punti chiave: debito, crisi energetica, lotta globale contro la fame e contro il terrorismo, ma soprattutto la fine delle ostilità in Ucraina. Rispetto a questo ultimo punto, Baerbock spera di ottenere un chiaro segnale dalla comunità internazionale.

Baerbock al G20: “Contrastare i tentativi della Russia di spaccare la comunità globale”

In questa fase, il consolidamento delle relazioni internazionali è di particolare importanza. “Dobbiamo dedicare tutte le nostre energie a queste grandi sfide globali”, ha dichiarato Baerbock prima della sua partenza da Berlino. “Questo include anche contrastare il gioco cinico della Russia che cerca di spaccare la comunità globale”. E in effetti è proprio in questo solco che si inseriscono anche le recenti visite di Stato del Cancelliere tedesco Olaf Scholz (SPD), iniziate dal suo giro in Medio Oriente, America Latina e, a fine febbraio, India. Il governo di Berlino ha avuto bisogno non solo di ridurre la propria dipendenza energetica dalla Russia ed economica dalla Cina, ma anche di tentare uno spostamento delle aree di influenza internazionale di entrambe queste grandi potenze – spesso scontrandosi con gli interessi di Paesi per i quali il conflitto in Europa non è una priorità.


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La Germania critica la dipendenza indiana dal petrolio russo

Nella sua dichiarazione prima dell’incontro del G20, Annalena Baerbock ha fatto riferimento al voto dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite su una risoluzione che chiede il ritiro delle truppe russe dall’Ucraina. 141 dei 193 Stati membri delle Nazioni Unite hanno votato a favore di tale risoluzione giovedì scorso. L’India, che ospita questa edizione del G20, resta neutrale sulla guerra in Ucraina e non ha partecipato, fino a ora, a nessuna risoluzione o sanzione delle Nazioni Unite contro la Russia. Tuttavia, in una recente conferenza stampa, il Ministro degli Esteri Vinay Kwatra ha fermamente respinto l’accusa di finanziare indirettamente la guerra acquistando petrolio dalla Russia. A tal proposito, Kwatra ha ricordato che per moltissimo tempo l’Europa è dipesa da Mosca per l’approvvigionamento energetico e dalla Cina a livello economico e ha rimarcato che l’India crede “nella diplomazia e nel dialogo”.

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Il Primo Ministro indiano Narendra Modi
Prime Minister’s Office, GODL-India <https://data.gov.in/sites/default/files/Gazette_Notification_OGDL.pdf>, via Wikimedia Commons

Anche nel recente incontro fra Narendra Modi e Olaf Scholz, il Primo Ministro indiano ha parlato dell’India come di un Paese “costruttore di ponti”, che appoggia una risoluzione del conflitto attraverso la via del dialogo e della democrazia. Inoltre, il Amitabh Kant, direttore generale dell’agenzia indiana per lo sviluppo NITI Aayog e fra i principali rappresentanti indiani al G20, ha sottolineato come l’Occidente “nonostante il crescente interesse diplomatico” dimostrato per l’India negli ultimi anni, non ne comprende veramente la situazione. I Paesi occidentali, ha affermato, non hanno come vicini il Pakistan, l’Afghanistan o la Cina. “E in questa regione dell’Asia meridionale, le cose possono diventare parecchio difficili per l’India, se se scontentiamo la Russia”.

Quanto alla conferenza dei ministeri degli esteri, l’intervento più atteso è senza dubbio quello del Ministro russo Sergei Lavrov, che raramente incontra i suoi omologhi internazionali. Visitando una fiera del libro a Nuova Delhi, Lavrov ha rilasciato alcune dichiarazioni nelle quali definiva l’india un “Paese amico”, accomunato alla Russia dal rifiuto delle “pratiche neocoloniali” dell’Occidente.

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