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Berlino: retata e perquisizioni per possesso di materiale pedopornografico. 20 indagati

Sono iniziati nelle prime ore del mattino di martedì i raid in diversi distretti di Berlino, in ben 20 abitazioni di persone sospettate di possesso e distribuzione di materiale pedopornografico. 40 agenti delle forze di polizia del Land hanno perquisito appartamenti nei quartieri di Reinickendorf, Mariendorf, Pankow, Charlottenburg-Wilmersdorf, Neukölln e Tempelhof-Schöneberg, sequestrando computer e supporti informatici.

L’ufficio del pubblico ministero ha ricevuto le informazioni sui 20 sospettati tramite gruppi Whatsapp o dall’organizzazione non governativa statunitense NCMEC (National Center for Missing and Exploited Children). I provider internet americani sono obbligati a segnalare i casi sospetti a questa agenzia, che inoltra poi le informazioni alle autorità investigative del territorio di competenza.

La polizia di Berlino su Twitter ricorda che anche “solo” possedere materiale pedopornografico è un reato

La polizia di Berlino ha condiviso su Twitter alcune delle accuse a carico dei sospettati, specificando però che si tratta di indagini singole e che non si ritiene che i 20 sospettati formino una rete. Anche le accuse variano: si va dall’accusa più grave, ovvero quella di pedofilia vera e propria e produzione di materiale pedopornografico in prima persona, a quella di possesso e distribuzione, che riguarda chi ricerca il materiale, lo acquisisce e lo mette a disposizione di terzi.

Un uomo di 57 anni di Neukölln è accusato, per esempio, di aver caricato sul cloud di un motore di ricerca, tra maggio e luglio 2022, diverse immagini che ritraggono bambine e adolescenti di età compresa tra i 9 e i 16 anni. A Spandau, invece, nel 2020 un quarantenne avrebbe ricevuto tramite messaggio privato su una piattaforma social foto pornografiche della figlia tredicenne da uno degli altri indagati e le avrebbe commentate in modo apertamente sessuale.

A essere indagato è anche un ragazzo di soli 16 anni di Wedding, accusato di aver caricato materiale pedopornografico su un cloud server nel luglio del 2021. Simili le accuse per un trentenne di Charlottenburg, che avrebbe però condiviso con altri il materiale in questione tramite una piattaforma social, nel novembre del 2020.


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Proprio a questo proposito, la polizia di Berlino ha colto l’occasione per ricordare, tramite i social media, che anche il possesso o l’inoltro di immagini pedopornografiche via internet può portare a procedimenti penali e perquisizioni.

 

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