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Schröder a Mosca per “trattare” con Putin, all’insaputa del governo tedesco

Incurante delle pressioni dell’intero arco politico tedesco – con la sola eccezione di AfD – che gli chiedono di diluire e raffreddare i suoi rapporti con la Russia, l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder è volato a Mosca per tenere un colloquio con il presidente Vladimir Putin, senza consultare il governo tedesco. A rivelarlo è la versione europea della testata Politico, che cita fonti interne e attribuisce al viaggio di Schröder un ruolo di “mediazione” su richiesta del governo ucraino. Il quotidiano tedesco Tagesspiegel riporta la notizia specificando che né il governo Scholz né la direzione dell’SPD sarebbero stati al corrente di questa missione diplomatica di Schröder a Mosca.

Schröder a Mosca: ma il governo tedesco non lo sa

La richiesta sarebbe arrivata a Schröder dopo l’infruttuoso incontro avvenuto a Istanbul fra i ministri degli esteri russo e ucraino. Non sono ancora chiari gli obiettivi della presunta missione dell’ex cancelliere: la Russia, al momento, non manifesta alcuna intenzione di cedere rispetto alle richieste avanzate né alcuna propensione ad accettare un cessate il fuoco, come dimostra il recente bombardamento dell’ospedale pediatrico di Mariupol.


Schröder

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Schröder è a capo del consiglio di sorveglianza della società energetica statale russa Rosneft, del gruppo Gazprom e occupa posizioni di rilievo nei progetti dei gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2. È stata proprio la sua vicinanza a Putin, in questo periodo, a fargli perdere popolarità e sostegno e a spingere i suoi compagni di partito, il governo tedesco e buona parte della scena politica in Germania a premere per un suo abbandono dei ruoli che ricopre nelle società che gestiscono interessi legati al gas russo. Al rifiuto opposto da Scrhöder è seguita una presa di distanze dell’SPD, che ha minacciato di espellerlo dal partito.

I leader dell’SPD invitano nuovamente l’ex cancelliere a prendere le distanze da Putin

Gli attuali leader della SPD, Saskia Esken e Lars Klingbeil, così come otto ex leader del partito, hanno recentemente firmato una lettera in cui invitano nuovamente l’ex cancelliere a prendere le distanze da Putin. Dal canto suo, prima dell’inizio della guerra, Schröder aveva assicurato che Putin, un “democratico impeccabile”, non avrebbe mai attaccato l’Ucraina. Fino a questo momento, l’unica dichiarazione sull’invasione dell’Ucraina Schröder l’ha rilasciata su LinkedIn, dove ha scritto che “La guerra e le sofferenze che causa al popolo ucraino devono finire il più rapidamente possibile” e che “è responsabilità del governo russo”. Il presidente Vladimir Putin non è stato nominato direttamente nel post dell’ex cancelliere.

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