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Test anche per i vaccinati: gli esperti tedeschi raccomandano di continuare a offrirli gratuitamente

La quarta ondata della pandemia non accenna a placarsi e, secondo i ricercatori berlinesi che si occupano specificamente di stilare modelli strategici per il futuro, la situazione in autunno è destinata a peggiorare. Dopo una prima fase in cui all’aumento dell’incidenza non si era associato un incremento proporzionato dei ricoveri, anche quest’ultimo parametro ha iniziato a crescere. Secondo gli esperti, una strategia di contenimento efficace per i prossimi mesi non potrà prescindere da una campagna di test anche per i vaccinati o per chi è guarito dal Covid. Per questo, i ricercatori criticano la scelta del governo di eliminare i test gratuiti.

Anche i vaccinati sono coinvolti nella diffusione del virus

Queste indicazioni sono contenute nel nuovo rapporto che il gruppo di ricerca in questione ha presentato al governo. Anche se meno suscettibili allo sviluppo della malattia e al suo decorso grave, infatti, i vaccinati e i guariti sarebbero comunque in qualche modo coinvolti nella propagazione del virus e dovrebbero quindi essere sottoposti a test regolari.


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La strategia ha una base matematica, più che strettamente medica, con lo scopo di rallentare la diffusione del virus, tenendo conto delle risorse del sistema sanitario, dell’accelerazione del contagio dovuta alla Variante Delta e della distribuzione della popolazione. Per lo sviluppo di modelli di gestione basati sulle statistiche dei contagi, infatti, sono stati coinvolti ricercatori specializzati nell’elaborazione di modelli operativi, come l’esperto di mobilità Kai Nagel, della Technische Universität di Berlino, il matematico Christof Schütte e l’informatico Tim Conrad dello Zuse Institute Berlin (ZIB).

Mascherine, 2G e test anche per i vaccinati: la strategia anti-pandemica per il prossimo autunno

Per difenderci dalla pandemia con l’arrivo della stagione fredda, in sostanza, il governo dovrebbe evitare di abbassare la guardia o di cullarsi su un falso senso di sicurezza dato dal progredire – peraltro lento – della campagna vaccinale. Gli esperti raccomandano infatti di mantenere l’obbligo di indossare la mascherina sui mezzi pubblici e nei negozi, di adottare rigidamente la “regola 2G” (ovvero di permettere l’accesso solo a vaccinati e guariti) negli spazi chiusi che prevedano assembramenti di persone, come ristoranti e locali, e, soprattutto, una strategia di test regolari che coinvolga tutta la popolazione, indipendentemente dallo status vaccinale.

Lo scopo della strategia, ovviamente, è evitare che il sistema sanitario sia nuovamente sopraffatto e che le risorse disponibili si rivelino inadatte a fronteggiare un repentino aumento dei ricoveri e delle terapie intensive. Anche se quasi tutti i casi gravi di Covid, attualmente, sono individui non vaccinati, infatti, non è possibile ignorare che della catena di trasmissione e quindi dei focolai in corso fanno parte anche persone che rientrano nella categoria 2G.

test rapidi

Non è possibile concentrare la strategia solo sui non vaccinati

Tre diverse simulazioni sono state testate per individuare le possibili conseguenze di strategie diverse nella gestione di questa quarta ondata. Lo scopo era ipotizzare soluzioni che permettessero di escludere dalle azioni del governo le persone vaccinate e guarite, restituendo loro il maggior livello di libertà possibile e concentrandosi solo su una sorta di nuovo lockdown indirizzato alle persone non vaccinate. La conclusione dei ricercatori, tuttavia, è che questo non è possibile. Non si riuscirebbe, infatti, a limitare statisticamente la diffusione del virus senza dirigere le misure anche a chi ha meno probabilità di sviluppare la malattia, in caso di contatto col virus.

Nel report si legge anche che il numero di test consigliati per ogni cittadino è di due-tre a settimana e che i test PCR sono da preferire rispetto a quelli rapidi. In quest’ottica, i ricercatori si sono espressi in modo critico sulla decisione del governo di abolire l’offerta di test gratuiti a partire da ottobre. Una riduzione complessiva del numero di testi, infatti, andrebbe a detrimento dell’intera strategia anti-pandemica nazionale. Sarebbe invece preferibile incoraggiare anche le persone vaccinate a testarsi prima di prendere parte ad attività al chiuso con alte concentrazioni di pubblico, ma anche permettere a tutti di richiedere gratuitamente test PCR anche senza motivazioni particolari.

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