Autobrände photo

Il 6 agosto è stato arrestato ad Amburgo un trentenne che ha confessato di essere il responsabile di tre attacchi incendiari a Berlino, a Müller-Breslau-Strasse a Tiergarten, a Bartningallee, Hansaviertel, e a Schaperstraße, Wilmersdorf.

Gli incendi in città, tuttavia, erano stati molto più numerosi, al punto che nel giugno del 2019 era stato costituito, per questo, un gruppo investigativo chiamato “EG Nachtwache“, con lo scopo di indagare se le macchine date alle fiamme fossero l’obiettivo di un singolo individuo oppure di gruppi organizzati.

Ad agosto, finalmente, la svolta. Gli investigatori hanno infatti maturato la convinzione che dietro diversi attacchi incendiari ci fosse un trentenne senza fissa dimora, già condannato in passato per incendio doloso. Dopo aver spiccato un mandato d’arresto, le forze dell’ordine hanno constatato che l’uomo si era spostato da Berlino ad Amburgo, dov’è stato infine fermato.

La confessione resa dal trentenne e relativa ai tre incendi che dichiara di aver volontariamente appiccato, copre solo una piccola parte degli attacchi incendiari di cui si sospetta essere il responsabile.

Nel complesso, infatti, l’uomo potrebbe essere associato a ben 31 incendi dolosi di auto e almeno in cinque di questi casi la sua colpevolezza sarebbe fortemente probabile, come riportato dalla Berliner Zeitung e dalla Dpa.

In seguito a quello che reputa un successo, la polizia ha infine annunciato che la squadra investigativa nata per fare luce su questi casi sarà presto sciolta.

I numeri degli attacchi incendiari ai danni di auto, a Berlino, nel mese di agosto, è stato incredibilmente alto: parliamo infatti di più di 300 casi. Non si tratterebbe, a parte di una piccola percentuale, di iniziative politiche, come accaduto in altre circostanze.
Nella maggior parte delle situazioni in esame, infatti, si tratterebbe di fenomeni che vanno dalla vendetta privata al “semplice” vandalismo, dalla frode assicurativa alla piromania.