21 Februar 2019.
Villa Massimo im Martin-Gropius-Bau in Berlin.

di Davide Rosa

Si è svolto giovedì 21 Febbraio il consueto appuntamento annuale dell’Accademia Tedesca – Villa Massimo a Berlino, unica occasione per poter ammirare le opere elaborate a Roma dai borsisti dell’anno 2017-18 in Germania.

L’ultima volta al Martin Gropius Bau. L’ultima di ben dodici edizioni dell’uscente Direttore dell’Accademia Joachim Blüher. La conclusione di un percorso, iniziato già nel 2002 dall’attuale direzione della rinomata residenza, della tessitura di quella che ad oggi è la più fitta ed interessante rete di scambio culturale tedesca sul territorio italiano. La stessa che, nel susseguirsi del lavoro di centinaia tra artisti, compositori, architetti, scrittori e fotografi, ha subito una fase di radicale rinnovamento tale da poter essere considerata, oggi, una delle ancore più salde per la contemporaneità di Roma.

Ad aprire la cerimonia, nella rappresentativa corte dello spazio museale, sono stati i solisti Nils Mönkemeyer (Viola) e William Youn (Piano), con due sonate di Cesar Frank e Claude Debussy, affiancati da un’installazione di Werner Aisslingers.

21 Februar 2019.
Villa Massimo im Martin-Gropius-Bau in Berlin.

Le sale espositive hanno ospitato invece le creazioni di Bettina Allamoda, Thomas Baldischwyler, Joerg Herold, Benedict Esche e Christoph Keller. L’ensamble berlinese LUX:NM ha eseguito “Dark-Lux-Suite”, una composizione del Prof. Dr. Gordon Kampe, mentre Jay Schwartz ha presentato “Music for autosonic gongs”. Due inoltre le letture, rispettivamente di Iris Hanika ed Uljana Wolf.

Ampia la partecipazione all’evento, supportato da Berliner Festspielen-Gropius Bau e finanziata dal Kulturfond della Sparkasse, di cui il presidente Helmut Schlewis si dice allietato nel suo discorso introduttivo. Una conferma, l’ennesima, dell’attenzione politico-antropologica di cui ogni attività artistica dovrebbe godere, in una società democratica libera e in salute.

Importanza questa, ribadita dal Presidente del Deutscher Bundestag Wolfgang Schäuble, ospite d’onore della serata che, a conclusione del suo intervento, non ha esitato ad affermare: “”Wir brauchen Kunst. Und ohne Kunst waeren wir irre” (Abbiamo bisogno di arte. E senz’arte saremmo folli).