Alva Noto
copyright (c) Villa Massimo. Foto Alberto Novelli.

di Davide Rosa

Venerdì 7 Settembre, un evento di altissima qualità ha inaugurato il nuovo anno accademico dell’Accademia Tedesca di Roma Villa Massimo, dopo la pausa estiva: Berlin-Rom Express. Il progetto ha come curatori André Jürgens, manager del Berghain, ed il compositore tedesco Alva Noto.

copyright (c) Villa Massimo. Foto Alberto Novelli.

L’idea nasce come elemento di continuità rispetto a un appuntamento imperdibile degli anni passati, l’Electric Campfire, giunto alla sua ultima edizione nel 2017 e che ha reso Villa Massimo uno splendido scenario di incontro tra i più importanti artisti del mondo della musica elettronica e quella fetta del pubblico romano affezionata alla sperimentazione.

Il Direttore dell’accademia, Joachim Blüher, e i curatori del progetto hanno così deciso di proseguire con una proposta elettronica: una serie di serate dal contingente volutamente più ridotto rispetto al passato, ma dal carattere più esclusivo. Quasi un vero e proprio scambio con Berlino, quindi, centro nevralgico e fervida culla dell’elettronica e dell’innovazione sperimentale. Una serie atta a promuovere i musicisti attivi nella capitale tedesca anche in Italia.

copyright (c) Villa Massimo. Foto Alberto Novelli.

Protagonista indiscussa di questa prima edizione è stata un’artista ormai ben affermata nella scena, sebbene agli esordi, attualmente borsista presso Villa Massimo per i prossimi due mesi: Pan Daijing. Cinese di nascita ma berlinese di adozione, Pan Daljing ha pubblicato l’anno scorso il suo primo album, con l’etichetta PAN di Bill Kouligas, e a Roma ha presentato una performance inedita in anteprima.

copyright (c) Villa Massimo. Foto Alberto Novelli.

Tra sonorità drone e noise, avvolti in un’aura mistica ed ipnotica, i toni di Daijing sono stati preceduti dal sound eclettico di Rabih Beaini, berlinese di origini libanesi meglio noto al grande pubblico come Morphosis.

Ma è solo la lunga scarica sonora e pulsante inferta dal set di Alva Noto, ad aver concluso con un terzo atto le quasi quattro ore di spettacolo e ad aver condotto gli spettatori, ancora danzanti, verso il maestoso viale d’uscita della Villa.
E tra i cipressi, ancora vibranti, il rumore dei passi sembrava chiedere: “Ancora!”.