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di Sara Bolognini

Più il tempo passa, più i candidati del partito di estrema destra AfD (Alternative für Deutschland) sembrano creare scalpore. L’ultimo scandalo è stato sollevato dalle parole del leader Alexander Gauland, che il 14 settembre ha dichiarato ad un comizio: “Se i francesi possono esser fieri del loro imperatore o se gli inglesi lo sono di Nelson e Churchill, noi abbiamo il diritto di essere fieri di ciò che hanno fatto i soldati tedeschi nelle due Guerre mondiali“.
Forse il signor Gauland sembra avere mal interpretato il significato dell’espressione “rielaborazione del passato”.O forse ha dimenticato che, nel caso della Seconda Guerra Mondiale, i soldati tedeschi hanno combattuto una guerra offensiva e non difensiva. Che molti di questi soldati sono stati colpevoli di violenze gratuite e disumane, di crimini contro l’umanità, contro categorie di persone che non avevano colpa se non quella di avere un’altra opinione o di appartenere alla “razza” sbagliata. Non tutti, c’è da sottolinearlo, ma azzardando un discorso del genere Gauland avrebbe dovuto scegliere con più cura le proprie parole o esprimere la propria idea in modo più articolato e meno populistico.

I tedeschi si pongono sempre più domande sulla natura di AfD. Fondato nel 2013, è nato come partito euroscettico di destra, ma con il passare del tempo e con il peggiorare della crisi dei rifugiati si è estremizzato sempre di più. Ma i sostenitori di AfD non si definiscono neo-nazisti. È anche vero che al giorno d’oggi si cade spesso nell’errore di di categorizzare come nazista o fascista anche cose che non lo sono, perciò, siccome non volevo fermarmi alle apparenze e attenermi agli stereotipi, mi sono data ad una ricerca. Ho analizzato i manifesti di AfD affiancandoli alle vecchie campagne di propaganda nazista, per capire se queste paure sono frutto di paranoie e idee cospiratorie o se le accuse hanno un fondo di legittimità.

I risultati della mia ricerca hanno mostrato che le somiglianze sono interessanti. Xenofobia, nazionalismo, incoraggiamento a fare figli, inviti a prendere coraggio e fare sentire la propria voce, una visione dei generi che vede il ruolo della donna come quello di madre e in funzione della nazione… ma il giudizio verrà lasciato al lettore.
Sempre a proposito dei cartelloni di AfD che si trovano affissi per tutta Berlino, alcuni di loro disturbano particolarmente. Ci si viene da chiedere, per esempio, quanto sia appropriato per una campagna politica utilizzare il posteriore di tre giovani ragazze dal fisico piacevole a fini propagandistici.
Le elezioni si avvicinano e, secondo Merkur.de, i sondaggi di lunedì 18 settembre hanno visto AfD vincere una percentuale dell’11%, aggiudicandosi il terzo posto in classifica. C’è solo da aspettare e assistere come spettatori impotenti a questo spettacolo, sperando solo che la storia non si ripeta.