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di Margherita Teodori e Mirea Cartabbia

I tigli di Unter den Linden non sono ancora fioriti, ma la primavera dell’innovazione italiana ha già mostrato i suoi germogli: lo scorso 12 e 13 marzo, a Berlino, SMAU ha organizzato la prima tappa del suo roadshow 2015, l’unica prevista al di fuori dei confini del Bel Paese.

Per chi non lo sapesse, SMAU è la principale fiera italiana dedicata all’IT: una piattaforma digitale indipendente che da oltre 50 anni si occupa di supportare le aziende nell’acquisto di tecnologia e di favorire gli incontri tra imprese e servizi di pubbliche amministrazioni locali.

Con 48 startup provenienti da tutto il territorio italiano, l’evento ospitato nella cornice elegante di Palazzo Italia, a pochi passi dalla Porta di Brandeburgo, ha attirato un numero consistente di visitatori, startupper, investitori e semplici curiosi.

L’appuntamento berlinese si è rivelato un’occasione unica di aggiornamento e sviluppo per imprenditori, manager e addetti ai lavori che si sono confrontati in uno dei più importanti centri del business europeo, al fine di promuovere la nascita di partnership oltre confine.

Per aiutare le imprese italiane a rimanere competitive sul mercato, nella piattaforma sono state inserite startup, acceleratori, incubatori e centri di ricerca. L’evento, oltre a dare libero accesso al pubblico, ha ospitato workshop e conferenze.

Illuminante è stata la breve conferenza dal titolo “The money making techniques every startup should know” tenuta da Martin Weber, il program manager del progetto EuropeanPioneers sostenuto e finanziato dalla Comunità Europea.

Oltre ad aver illustrato le fonti principali di finanziamento di una startup e l’aver messo in luce come si tratti quasi sempre dei soliti modelli che vengono riproposti ed adattati in base alle esigenze specifiche, Weber ha invitato le imprese nascenti a partecipare ai concorsi pubblici per ottenere i fondi offerti dalla Comunità Europea.

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Ad essere premiate con lo Startup Award per le idee più innovative sono state Proteo, startup di Siena che realizza esoscheletri medici su misura in 3D, MadeUp, che tramite un tag NFC inserito nella confezione di un prodotto permette di ottenere informazioni sulla sua storia e la sua autenticità, e Pandora Group, startup di Napoli che realizza con materiali di scarto sistemi prefabbricati attenti al risparmio energetico.

Oltre ai vincitori è doveroso ricordare anche altre idee Made in Italy che pur non avendo ottenuto un riconoscimento ufficiale, si sono segnalate all’interno dell’anticipazione di SMAU come valide proposte di innovazione.

Un esempio è ArtRooms, servizio innovativo per la vendita e il noleggio di opere d’arte, che facilita l’incontro tra domanda e offerta attraverso la creazione di uno spazio on-line.

Così anche Cambiomerci.com, che nei suoi primi tre anni di attività ha affiliato 550 aziende in tutta Italia, consentendo alle piccole e medie imprese di acquistare le materie prime, semi-prodotti finiti e servizi di vario genere anche senza liquidità, pagando quello che si acquista coi propri prodotti e servizi di base.

Curioso social network per automobilisti è Honk Social Driving che si pone come obiettivo la socializzazione tra automobilisti i quali, attraverso la creazione del proprio profilo, possono comunicare con gli altri iscritti semplicemente aggiungendo il numero di targa.

Appetitoo, piattaforma web da tenere d’occhio in vista dell’EXPO, consente ai ristoratori di ricevere prenotazioni on-line, di notificare in tempo reale i clienti con il menù del giorno e di segnalare eventuali sconti.

Infine numerosa presenza era anche quella delle startup che puntano su una delle maggiori risorse italiane, purtroppo poco sfruttata: il turismo. 1000 Italy è tra queste forse la più interessante perché si propone non solo come guida turistica ma come una vera esperienza di vita italiana. Alla proposta turistica aggiunge l’esperienza social con commenti degli stessi turisti a luoghi e ristoranti e la possibilità di ricevere sconti.

Allo SMAU ci si sente davvero a casa: pasta e caffè per tutti, giovani e meno giovani con cadenze tipiche della regione di provenienza, allo SMAU di Berlino si respira un’aria fresca e giovanile.

Poi, fermandosi a parlare con i vari imprenditori, si ricade per forza in discorsi ormai ben noti a loro quanto a tutti noi: «in Italia le cose sono dure», «la burocrazia tenta in tutti i modi di ostacolare la buona riuscita dei progetti», «si fa ancora tanta fatica ad emergere, a farsi conoscere e le persone sono timorose, restie al cambiamento. Per non parlare dei finanziamenti, quasi impossibili da raggiungere».

Ogni volta che respiriamo il buon vento dell’Italia è difficile non diventare malinconici; difficile anche non pensare ai sacrifici, ai dubbi e al sudore che si cela dietro alle idee del domani. Ci vogliono coraggio, caparbietà, determinazione e forza di volontà per mettersi in gioco e rischiare in virtù di un progetto che guarda ad un domani più giusto. Questa è senz’altro la bella faccia dell’Italia.