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© Caruso Pinguin / CC BY NC 2.0
© Caruso Pinguin / CC BY NC 2.0

Listati a lutto, indossando al braccio fasce nere, osservando un minuto di silenzio per i morti di Parigi: così i manifestanti di Pegida, “Patrioti europei contro l’Islamizzazione dell’Occidente”, scenderanno in piazza nella giornata di lunedì 12 gennaio.

Queste sono le regole dettate dagli organizzatori del movimento anti-islamico nato a Dresda, che tornerà a farsi vedere per le strade delle città tedesche dopo il flop e la forte opposizione riscontrata una settimana fa.

In questa nuova tornata, il movimento populista vicino all’estrema destra si aspetta una “rivincita” in termini numerici, confidando in un’ondata di islamofobia scatenata dall’attacco terroristico alla redazione di Charlie Hebdo (in seguito alla quale, Il Mitte ha sospeso le pubblicazioni per 24 ore) verificatosi a Parigi il 7 gennaio scorso.

Centro della dimostrazione di Pegida sarà ancora una volta la capitale della Sassonia, dove vive il suo attivista-fondatore Lutz Bachmann. Sulle rive dell’Elba, oggi alle 18.30, i promotori dell’iniziativa si attendono un numero record di partecipanti, ancora di più rispetto ai 18.000 di dicembre.

Sul solco della paura e dello shock, il movimento – già ampiamente condannato dalle parole di Angela Merkel – punta oggi a portare in piazza 20mila persone.

Una prima risposta istituzionale è arrivata dal Presidente tedesco Joachim Gauck, che ha fatto sapere che la Germania continuerà a mantenere le distanze da movimenti come Pegida: «Gli attacchi di Parigi ci hanno scosso, ma non hanno cambiato i nostri valori».

In Germania, paese che conta 80 milioni di abitanti, vivono circa 4 milioni di musulmani.