[© De-Okin / CC BY 3.0]
Il Finanzamt di Kreuzberg [© De-Okin / CC BY 3.0 / via]
di Gabriella di Cagno e Simone Buttazzi

Cenni sul fisco

Tasse sul reddito da lavoro e della persona fisica.

Il Bundesamt für Steuern (lo Stato federale) assegna dal 2008 a tutti i residenti, in automatico, una Persönliche Identifikationsnummer di 11 cifre valida tutta la vita, che noi chiameremmo codice fiscale e che viene comunicato con l’invio di una lettera. Per ottenere invece la Steuernummer (anche questo un codice fiscale) bisogna recarsi presso il Finanzamt (ufficio delle imposte) del proprio quartiere, al momento di registrare un’attività lavorativa autonoma.

Questo codice servirà a espletare le pratiche legate al pagamento delle tasse. I coniugi che presentano la dichiarazione dei redditi congiunta e che siano entrambi lavoratori autonomi condividono la medesima Steuernummer. Altri codici fiscali sono l’IVA tedesca (Umsatzsteuernummer), necessaria a chiunque voglia avviare un’impresa, e la Sozialversicherungsnummer emessa dalla Deutsche Rentenversicherung, vale a dire l’INPS tedesca.

La soglia che distingue un piccolo imprenditore (Kleinunternehmer) da un imprenditore (Unternehmer) e che obbliga il secondo a registrarsi con una Umsatzsteuernummer è un limite puramente economico, ovvero le entrate lorde superiori a una certa cifra. Esattamente, non bisogna aver superato il limite di euro 17.500 nell’anno precedente e bisogna prevedere di non superare i 50.000 euro nell’anno corrente.

Link utili:
Senatsverwaltung für Finanzen
Steuern – Approfondimento e modulistica

Tassa per la Chiesa

In Germania, la tassa per la Chiesa (Kirchensteuer) è un prelievo diretto sulle entrate dei cittadini – e anche di una certa entità. A Berlino è pari al 9% dell’imposta sul reddito. Volete pagarla? Se sì esprimete, al momento della dichiarazione dei redditi, la scelta per la Chiesa cattolica o per quella evangelica, le due confessioni «convenzionate» con lo Stato. Non volete pagarla? Dovete recarvi in tribunale e formalizzare l’uscita dalla Chiesa (Kirchenaustritt), anche se non siete mai entrati in una chiesa in vita vostra oppure appartenete a una religione o confessione non considerata dalla convenzione. Meglio non limitarsi a lasciare in bianco la relativa casellina sul foglio della dichiarazione dei redditi, poiché la «longa manus» del Finanzamt vi richiederà l’invio dell’Austritt. Ricordatevi di inviare copia dell’Austritt al commercialista, alla banca, al Finanzamt, ovunque serva. Il rilascio di questo documento, almeno, è gratuito.

Tassa sui cani

Berlino è la città dei cani. Se ne contano d’ogni razza e stazza e, per simmetria con la lingua tedesca, di tre generi: maschile, femminile, neutro (castrato/sterilizzata). Entro un mese dal trasloco, i proprietari di cani devono «anmeldare» la propria bestiola presso l’ufficio del Finanzamt di competenza. Scaricate dal sito l’apposito formulario, compilatelo a casa e poi consegnatelo di persona presso la Hundesteuerstelle del vostro quartiere. Riceverete un “codice fiscale” e una medaglietta, valida quattro anni, che attesta la regolarità del vostro cane. Vi costerà la «modica» cifra di euro 120 annui, da pagarsi volendo in comode rate trimestrali… in cambio di servizi deludenti. A seconda dei quartieri, infatti, troverete o non troverete dispenser gratuiti di sacchetti per raccogliere i bisogni e aree recintate per sciogliere i cani. Le tasse sono uguali per tutti i quartieri, i servizi no.

La rubrica B come Berlin intende dare ai nuovi berlinesi le informazioni sui dodici distretti e vari quartieri che formano la città metropolitana di Berlino.
Una lettura attuale, storica, culturale, senza pretese di esaustività, di analisi socio-antropologiche, ma anche senza tabù. Con immagini originali e sopralluoghi. E talvolta anche raccontini divertenti.
Note sull’autrice: Gabriella Di Cagno (Bari 1961) si è trasferita a Berlino nel 2007. È autrice con Simone Buttazzi del manuale Tutti a Berlino. Guida pratica per italiani in fuga, 2.a ed. 2014 ed è co-fondatrice della associazione Apulier in Berlin.

Collabora dal 2014 con Il Mitte, dove ha pubblicato alcuni contributi di utilità per l’orientamento dei neo-berlinesi.

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3 Commenti

  1. Anche comprando il libro i passi burocratici non sono per niente chiari. Vengono menzionati i documenti che bisogna avere ma non come si ottengono. Per non parlare del capitolo sanità che riesce a far ancora più confusione.

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