Povera ma Sexy: “Borotalco”

27 October 2014

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di Nora Cavaccini*

Quando ero bambina al paese di mia nonna arrivava d’estate il luna park.
Si sistemava su, alla spianata, dove la settimana prima c’era stata la Festa dell’Unità e si erano mangiate salsicce grigliate e tortelli con i funghi.
Io aspettavo con ansia due cose: le macchinine a scontro e il Tagada, quel disco stellare manovrato a velocità inaudite da uno speaker che a suon di musica gridava: “Attenzione! Si muove il sotto-suolo”.
In entrambi i casi ci si stringeva, si emettevano gridolini, ci si scontrava l’uno con l’altro e il luna park diventava l’avamposto di una sessualità ancora a venire.
È un ricordo, questo, che odora di borotalco soffiato da una macchina.
Non è diverso, qui.
Non vedo niente, scosto i fumi, nel mezzo di una nube bianca mi incontro con qualcuno, mi sfioro, mi tocco, sorrido, e tutto quello che è dentro quella folata si riduce d’un tratto a un’emozione, a una felicità asfissiante carica di promesse, capace di sottrarti al senso del tempo e restituirti per un momento al corso si una giovinezza rosea, a un desiderio di giocare e di scoprire anche così, causalmente, il corpo altrui.
La musica sale, si muove il sotto-suolo.
E quando i vapori si dileguano, poi, magari, chissà.

 Clicca sugli indicatori MAPS per foto e informazioni sui luoghi che hanno ispirato il racconto

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*Questo post è stato pubblicato originariamente su Povera Ma Sexy – Postkarten aus Berlin, un progetto di Nora Cavaccini. Segui il progetto su Facebook.

Povera Ma Sexy – Postkarten aus Berlin è un “viaggio” fisico e letterario a Berlino. Un percorso che nasce dall’esperienza personale di chi scrive ma che, al tempo stesso, può rappresentare una via alternativa per scoprire la città. Per tutti coloro che, in un modo o nell’altro, ne subiscono il fascino. Berlinesi e non.

Ogni post è costituito da un breve un racconto. A ogni racconto è associata una mappa. Qui, cliccando sugli indicatori, comparirà una descrizione. Si tratta di informazioni “turistiche” che non mirano ad essere esaustive ma a collocare meglio il racconto nei luoghi che lo hanno ispirato.

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