10 parole tedesche

Le parole composte sono l’espressione più compiuta del modo geniale in cui la lingua tedesca descrive concetti che altre lingue definiscono per mezzo di farraginosi giri di parole o espressioni complesse.
In precedenti articoli vi abbiamo parlato di temi simili o connessi, come nel caso delle parole intraducibili oppure delle cinque parole tedesche impossibili da ricordare, qui ci occupiamo in particolare del modo in cui le parole composte riescono a rappresentare in modo ultra-sintetico alcuni stati d’animo.
A seguire alcuni esempi.

Erklärungsnot: ansia di non poter dare una spiegazione in un momento di incalzante stress emotivo. Si prova in situazioni di particolare imbarazzo e pressione psicologica contingente (essere scoperti mentre si copia a un esame o si tradisce il partner, ad esempio), ma anche, con una valenza completamente diversa, quando si vive l’angoscia di non saper dare risposte adeguate di fronte ai grandi quesiti esistenziali della vita.

Futterneid: invidia del cibo altrui. Vi capita mai di andare al ristorante con qualcuno e di scoprire di avere voglia di mangiare esattamente quello che il vostro commensale ha ordinato e voi avete “colpevolmente” trascurato? Che ve ne siate privati per senso di disciplina (siete a dieta o avete deciso di non bere) o per puro caso, in questi casi vi sentirete irresistibilmente attratti dalla scelta del “vicino” e frustrati dalla vostra. Ecco, quella è la Futterneid.

Luftschloss: letteralmente, castello in aria. Espressione praticamente identica a quella italiana analoga. Parliamo ovviamente di fantasie prive di ogni possibile riscontro o aderenza alla realtà.

Backpfeifengesischt: la classica faccia da schiaffi. Anche in questo caso, il parallelismo con la lingua italiana è perfetto. Parliamo insomma di una faccia talmente indisponente, e presumibilmente abbinata a una condotta ugualmente fastidiosa, da tirare i proverbiali ceffoni dalle mani.

Ruinenlust: questo termine descrive quel particolare piacere che alcuni provano alla vista delle rovine ed esprime quel feticismo post-romantico e decadente che si lega spesso a una riflessione malinconica sul passato e sul trascorrere del tempo.

Kummerspeck: eccesso di peso prodotto dall’abuso di cibo in seguito a uno stato di depressione o malessere psicologico. Uno stato d’animo che molti di noi conoscono.

Fremdschämen: questo termine indica una conquista morale tipica della società civilizzata e descrive quel particolare senso di imbarazzo che si prova quando ci si vergogna, a volte mortalmente, per qualcun altro.

Weltschmerz: dolore cosmico. Parliamo di quel senso di tristezza universale che abbraccia l’intera esistenza e quella del mondo. A volte cupo, a volte catartico, è uno stato d’animo che si fonda sulla consapevolezza di non poter soddisfare, con gli strumenti limitati della realtá fisica, i bisogno della mente. Leopardi ed Heinrich Heine ne sapevano sicuramente qualcosa.

Schnappsidee: idea particolarmente bislacca, che sembra geniale solo nel momento in cui si è ubriachi, ma che passata la sbornia si rivela per quello che è, vale a dire un’assurdità. Quasi tutti ne hanno avuta almeno una!

Schadenfreude: questo termine descrive quella forma di piacere più o meno sottile che a volte proviamo di fronte alle sfortune altrui, senza saperci spiegare bene perché. Alcuni lo ammettono, altri lo negano, i tedeschi hanno preso atto dell’esistenza del fenomeno e, pragmaticamente, hanno coniato un verbo.