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Mio “fratello” dice che sono polemica e che, nello specifico, avrei coinvolto in una conversazione ad alto tasso dialettico il povero cassiere di un cinema underground dove amiamo andare spesso, vicino a Boxhagener Straße. Il cassiere ha in qualche modo confermato, tra il serio e il faceto.

Intanto, non sono sempre polemica. C’è gente che mi ricorda in situazioni che hanno dato nuovo senso al termine slapstick o impegnata a parlare con animo lieto di tette e dei fratelli Marx e c’è persino un video in cui canto abbastanza male un frivolo brano di Eleonora Magnifico. Googleate.

Tutto questo per dire che non mi definirei uno di quei personaggi odiosi che vagano affermando la loro personalità attraverso il contrasto, semplicemente non penso che dissenso sia una forma di aggressività. Easy as pie.

Inoltre non sono stata affatto polemica con il giovane cassiere. Abbiamo solo iniziato a parlare dei massimi sistemi, di politica, di anarchia e delle lesbiche separatiste e io ho detto la mia, tutto qui. Alla fine sono tornata a casa con del giovane vino francese in corpo (nulla di memorabile, ma ormai avevo iniziato a bere del bianco), due pacchi di patatine al pepe, un’orrenda busta di patatine-noccioline e uno splendido DVD doppio, “Prova d’orchestra”, di Fellini, e relativi contenuti speciali.

Nota a margine: vicino al cinema c’è un’apparente macelleria, che a un’occhiata più attenta si rivela un negozio di pelouches. Ci sono il bancone, la vetrina, carne e insaccati esposti e appesi, solo che è tutto finto. La ragione per cui sia stata concepita un’idea simile mi risulta oscura, ma il risultato è così meravigliosamente affascinante da risultare metafisico.

Ci voglio assolutamente andare.
Seguitemi.
E che lo spirito di Fellini ci accompagni.

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♠Crazy horse–White Miles♠

Lucia Conti

lucoLucia Conti ha collaborato con diverse webzines, curando rubriche di arte, cinema, musica, letteratura e interviste. Per “Il Mitte” ha già intervistato, tra gli altri, due sopravvissuti ad Auschwitz-Birkenau e Buchenwald e ha curato un approfondimento sull’era della DDR, raccogliendo testimonianze di scrittori, giornalisti, operatori radiofonici e musicisti. Ama visitare mostre e chiese in tutta Europa, con una particolare predilezione per Bruegel, Van Gogh e Caravaggio e per l’architettura gotica. Tra i registi apprezza in modo particolare Bergman, Wiene, Kitano, Fellini e Lars von Trier e adora l’ultimo Polanski. Per quanto riguarda la letteratura ha una vera ossessione per Kafka e in particolare per “La metamorfosi”, che ama rileggere a cadenza regolare e che produce su di lei uno stranissimo effetto calmante. Privatamente scrive cose che poi distrugge. Con il nome d’arte di Lucia Rehab è frontwoman della band Betty Poison, di cui a volte ha documentato i tour negli USA, in Europa e in Giappone. Attualmente vive e resiste a Berlino.

Featured image Boxhagener Straße by Passetti