Özdemir frena i Verdi sull’alleanza con la Linke a Berlino: ombre di antisemitismo e vicinanza con i clan
Le parole di Cem Özdemir, che ha esortato i Verdi berlinesi a valutare bene un’alleanza con la Linke per via delle recenti accuse di antisemitismo e non solo, pesa come un macigno sulla possibile formazione di una coalizione di governo.
L’SPD ha infatti già dichiarato di non accettare la socializzazione degli appartamenti posta dalla Linke come condizione irrinunciabile per un’alleanza e di conseguenza una coalizione rossa-verde-rossa sembra, dopo il monito di Özdemir, ancora più a rischio.
Özdemir mette in guardia i Verdi sulla Linke berlinese
Nel podcast di Politico “Berlin-Playbook”, Özdemir, che è stato ministro dell’alimentazione sotto il governo Scholz e attualmente è ministro-presidente del Baden-Württemberg, ha puntato il dito contro gli aspetti che ritiene più controversi della compagine berlinese della Linke.
In primis, il politico dei Verdi ha sottolineato le accuse di antisemitismo mosse alla sezione berlinese del partito, anche in seguito ad alcune recenti posizioni assunte dai suoi esponenti sul conflitto in Medio Oriente. Özdemir ha inoltre fatto riferimento alla presenza, a una festa elettorale della sinistra berlinese a Neukölln, di un noto esponente dei clan e di un controverso attivista filopalestinese.
Anche il deputato della Linke al Bundestag Ferat Koçak è finito al centro delle polemiche perché sarebbe stato in contatto via chat con il figlio di un boss della cosiddetta “criminalità dei clan”, oltre che per una foto che lo ritrae con un controverso attivista filopalestinese.
La newsletter del Mitte!
Notizie, novità, eventi dalla Germania
La leader federale dei Verdi rincara la dose
Özdemir ha inoltre aggiunto che non si può impedire ad AfD di smarcarsi dalle dichiarazioni due suoi esponenti più controversi con la “scusa” che non rappresentino l’intero partito e poi rifiutarsi di applicare lo stesso metro con la Linke.
Parlando con il quotidiano Süddeutsche Zeitung, anche la leader federale dei Verdi, Franziska Brantner, ha chiesto alla capolista della Linke a Berlino, Elif Eralp, di esprimersi chiaramente a riguardo. “Antisemiti o persone con legami con la criminalità organizzata o con l’islamismo non devono sostenere né tantomeno influenzare un governo” ha dichiarato Brantner, aggiungendo che “la Linke sa benissimo che non possiamo e non faremo coalizioni con persone del genere”.
Elif Eralp ha già preso le distanze da estremismo e antisemitismo
In realtà Eralp, che è giurista, ha più volte preso le distanze dall’estremismo e dall’antisemitismo, ad esempio dopo le polemiche legate agli slogan cantati sul palco da un rapper durante un evento elettorale del partito, o durante la trasmissione elettorale di rbb Wahlarena. E lo hanno fatto anche i due capi del gruppo parlamentare della Linke al Bundestag, Heidi Reichinnek e Sören Pellmann, mentre Dietmar Bartsch, noto esponente del partito e capogruppo del partito al Bundestag dal 2015 al 2023, ha dichiarato di trovare “semplicemente sbagliato” il fatto che ora si denigri la Linke di Berlino.
La sinistra berlinese è risultata prima alle elezioni del 20 settembre con il 27,5% dei voti. Se salterà l’alleanza con i Verdi, oltre a quella con l’SPD, la situazione diventerà davvero complicata.
Fuori dai giochi AfD per via del Brandmauer, infatti, si potrebbe prospettare un governo di minoranza, dipendente da votazioni caso per caso, o la Linke potrebbe persino finire all’opposizione, se gli altri partiti riuscissero a comporre un’altra maggioranza.




