Omicidio di Geli Raubal: dopo 85 anni, crolla l’alibi di Adolf Hitler
Con il termine “cold case” si indicano i casi irrisolti: quei crimini dei quali le indagini non sono venute a capo e che si considerano ormai abbandonati perché il tempo trascorso è ormai troppo per permettere una ripresa del lavoro degli inquirenti. Ogni tanto, capita che qualche cold case venga riaperto, perché, contro ogni aspettativa, riemergono prove insperate e inattese. In Germania, il ritrovamento di nuovi documenti d’archivio ha appena riaperto le ipotesi su uno dei delitti irrisolti più famosi della storia del Paese, risalente addirittura al 1931: quello della morte di Geli Raubal, nipote di Adolf Hitler, per il cui omicidio era stato sospettato proprio il dittatore nazista.
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Adolf Hitler era ancora a Monaco quando Gerli Raubal fu uccisa
Hitler, che aveva avuto un ruolo di tutore, quasi parentale nella vita della giovane, ma i testimoni dell’epoca riferivano (sussurrando, come si fa quando si parla della vita privata dei tiranni) di un rapporto morboso, quasi malato. Qualcuno si spingeva fino a definirlo un’ossessione. Si sa per certo che, quando Geli si invaghì dell’autista di suo zio e strinse con lui una relazione, Hitler licenziò l’uomo e aumentò il controllo che esercitava sulla ragazza. Quando Geli fu trovata morta, in molti sospettarono di lui, ma Hitler aveva un alibi. Un alibi che ha retto fino a oggi.
A riportare la notizia è stato il settimanale Der Spiegel, che spiega perché un documento appena ritrovato cambia le carte in tavola, riaccendendo i sospetti sul dittatore. Fino a questo momento, risultava che il corpo senza vita di Geli Raubal fosse stato ritrovato il 19 settembre. Hitler, in quel momento, si trovava in viaggio verso Norimberga, come risulta dai documenti ufficiali che ne tracciavano tutti gli spostamenti. Lo storico Harald Sandner ha però rinvenuto, negli archivi storici di Monaco di Baviera, il registro dei decessi, che data il ritrovamento del cadavere della ventitreenne al giorno precedente, ovvero il 18 settembre, data in cui Hitler si trovava ancora in città. Sono stati ritrovati anche du necrologi storici che indicano il 18 settembre come data del decesso di Geli.
Si è trattato di un insabbiamento? Sandner e i media tedeschi che hanno dato la notizia ritengono di sì. A questo convincimento contribuisce anche il fatto che, nonostante la ferita da arma da fuoco, all’epoca non sia stata disposta un’autopsia sul cadavere della ragazza. Oggi, ovviamente, non è più possibile dimostrare una possibile manipolazione delle indagini, considerando che, dopo la presa di potere da parte di Hitler, tutti i documenti che potessero in qualche modo comprometterne la figura e la reputazione sono stati fatti sparire, ma sicuramente questi piccoli dettagli riaccendono un sospetto che non si era mai sopito del tutto.
Della storia di Geli Raubal e dell’ossessione di Adolf Hitler per la sua giovanissima nipote, ci siamo occupati qui.



