Germania: la seconda estate più calda di sempre
Gli esperti del DWD, il Servizio Meteorologico Tedesco, non hanno dubbi: la colpa è del cambiamento climatico causato dall’uomo. Senza il riscaldamento globale che sta stravolgendo il clima del pianeta, non sarebbero state possibili le molteplici ondate di calore che hanno investito il Paese da giugno fino a ora. In Germania, infatti, questa è stata “solo” la seconda estate più calda dall’inizio delle rilevazioni, dopo quella del 2003, ma a renderla unica e più pericolosa è stata proprio la frequenza delle ondate di calore, definita dagli esperti “senza precedenti”.
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La seconda estate più calda, ma la prima per ondate di calore
Nel confronto con il 2003, il 2026 “perde” di un decimo di grado solo in termini id temperatura media: 19,7° contro 19,6°. Quest’anno, nel complesso, la temperatura è stata comunque superiore di ben di 3,3° rispetto al valore del periodo di riferimento internazionale registrato tra il 1961 e il 1990. Sono stati registrati all’incirca 22 giorni caldi, con temperature di almeno 30° e cinque molto caldi, con temperature pari ad almeno 35°. In alcuni casi i picchi sono arrivati a 40° e, cosa ancora più rara e pericolosa, si sono registrate “notti tropicali”, durante le quali le temperature non sono scese quasi per niente rispetto al giorno.
Nel complesso, i morti per il caldo, che poche settimane fa il Robert Koch Institut aveva stimato intorno ai 14.000, risultano essere ora 15.800. I periodi che hanno mietuto più vittime sarebbero fine giugno e inizio agosto (rispettivamente 9.600 e 4.000 decessi).
A questo si sono aggiunte le altre catastrofi che quasi ovunque si legano ai fenomeni meteorologici estremi come le ondate di calore: gli incendi boschivi e la siccità. Nella zona dell’altopiano dell’Eifel, tra Nord Reno-Westfalia e Renania-Palatinato, è divampato un incendio enorme, durato addirittura una settimana, nella splendida foresta di Hürtgen. Alcune delle abitazioni più vicine alla zona boschiva hanno dovuto essere evacuate. Inoltre, i livelli del fiume Reno sono scesi talmente tanto da impedire la navigazione tanto dei traghetti quanto delle navi da carico.




